Aumenti in Busta Paga 2026: la Tassa Ridotta Vale anche per gli Aumenti Già Partiti negli Anni Scorsi

La legge di Bilancio 2026 introduce un’imposta sostitutiva pari al 5% sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali firmati nel 2024, 2025 e 2026. Il punto centrale è questo: anche se gli incrementi sono stati distribuiti su più anni, l’agevolazione si applica comunque alle quote corrisposte tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, pure se l’erogazione è iniziata prima.

E’ la novità che emerge dalla circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate.

L’esempio concreto: rinnovo 22 aprile 2025

Immaginiamo un CCNL rinnovato il 22 aprile 2025 con un aumento complessivo di 200 euro mensili, suddiviso così:

  • 27 euro dal 1° giugno 2025
  • 53 euro dal 1° giugno 2026
  • 59 euro dal 1° giugno 2027
  • 61 euro dal 1° giugno 2028

Nel 2026 l’imposta sostitutiva si applica a tutte le somme pagate in quell’anno riferite agli aumenti contrattuali. Quindi:

  • da gennaio a maggio 2026: 27 euro al mese (prima tranche partita nel 2025);
  • da giugno a dicembre 2026: 27 + 53 euro al mese.

Questo significa che rientrano nell’agevolazione anche le erogazioni già in corso, purché pagate nel 2026.

Quali voci sono incluse

L’imposta agevolata riguarda solo gli incrementi che confluiscono nella retribuzione diretta: dodici mensilità, tredicesima e quattordicesima. Sono compresi anche gli istituti indiretti collegati agli aumenti, come malattia, maternità o infortunio, limitatamente alla parte integrata dal datore di lavoro.

Restano esclusi scatti di anzianità, straordinari, maggiorazioni per lavoro notturno o festivo, indennità di turno, una tantum per copertura della vacanza contrattuale e TFR.

Nessuna domanda da presentare

Il lavoratore non deve fare richiesta. Può però rinunciare per iscritto e scegliere la tassazione ordinaria se più conveniente. Chi ha cambiato datore nel 2025 deve consegnare le CU per permettere le verifiche. I lavoratori senza sostituto d’imposta, come le colf, potranno applicare l’agevolazione in dichiarazione dei redditi 2026.