Lo SPID Si Paga: Ma C’è una Soluzione Davvero Gratis

Tra qualche mese accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione con lo SPID potrebbe non essere più gratuito per tutti. Una novità che riguarda milioni di cittadini e che rischia di avere un impatto concreto anche sulle domande INPS: bonus, pensioni, assegni familiari, NASpI. Ma c’è un’alternativa che permette di continuare a fare tutto gratis.

Vediamo cosa sta succedendo e come prepararsi.

SPID di Poste Italiane a pagamento: cosa prevede l’aggiornamento

Poste Italiane – il provider SPID più utilizzato in Italia – ha aggiornato le Condizioni Generali di Servizio introducendo un corrispettivo annuale per l’accesso ai servizi SPID a partire dal 2027.

In base alla comunicazione:

  • verrà introdotto un canone annuo di 6 euro;
  • l’utente riceverà un’email 30 giorni prima della scadenza;
  • in caso di mancato pagamento, l’accesso SPID sarà sospeso;
  • sarà comunque possibile riattivarlo entro 24 mesi dall’ultimo accesso pagando quanto dovuto;
  • non sarà richiesto alcun importo per il periodo di sospensione.

In pratica, chi non paga non potrà più usare lo SPID fino al versamento del canone.

Perché il canone SPID incide sulle domande INPS

Oggi la maggior parte delle domande online all’INPS si presenta tramite SPID. Parliamo di:

  • pensioni;
  • NASpI e DIS-COLL;
  • Assegno Unico;
  • Assegno di Inclusione e Supporto Formazione e Lavoro;
  • Bonus Nido;
  • Bonus Nuovi Nati;
  • altri bonus e indennità.

Ma anche per la consultazione del Fascicolo Previdenziale si usa lo SPID. Se lo SPID diventa a pagamento, anche l’accesso per inviare una semplice domanda o controllare una pratica comporterà quindi un costo indiretto. E il problema non riguarda solo chi presenta una richiesta una volta l’anno, ma anche:

  • chi deve aggiornare ISEE e dati familiari;
  • chi controlla pagamenti e cedolini;
  • chi invia più pratiche durante l’anno.

In sostanza, un servizio pubblico digitale rischia di diventare inaccessibile perché subordinato al pagamento di un canone.

Non solo Poste: anche gli altri provider potrebbero introdurre costi

Oltre a Poste Italiane, esistono altri gestori di identità digitale SPID. Negli ultimi anni però quasi tutti hanno già introdotto:

  • costi per il riconoscimento;
  • abbonamenti per servizi aggiuntivi;
  • limitazioni su versioni gratuite.

Con l’evoluzione del sistema, è possibile che il modello a pagamento si estenda o diventi sempre più diffuso. Questo significa che il tema non riguarda solo il provider più usato (Poste Italiane, appunto), ma l’intero ecosistema SPID.

La soluzione gratuita: usare la CIE

C’è però un’alternativa completamente gratuita: la Carta d’Identità Elettronica (CIE). La CIE permette di:

  • accedere ai servizi dell’INPS;
  • entrare nei portali della Pubblica Amministrazione;
  • firmare e autenticarsi online.

Non prevede alcun canone annuale.

Inoltre, l’identità digitale tramite CIE sta diventando sempre più centrale nel sistema pubblico e, nei prossimi mesi, il suo utilizzo sarà progressivamente esteso come strumento principale di accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione e dell’INPS. Dal 3 agosto prossimo, infatti, la carta d’identità cartacea in Italia non varrà più nulla.

Come continuare a fare domande INPS gratis

Per non pagare il canone SPID, la strada è chiara:

  1. Richiedere (o avere già) la CIE.
  2. Attivare le credenziali CIE per l’accesso online.
  3. Usarla al posto dello SPID per accedere ai servizi INPS.

L’accesso con CIE ha lo stesso valore legale dello SPID e consente quindi di fare tutte le pratiche normalmente disponibili.