GPS 2026: Qual è la Provincia Migliore? Impossibile Dirlo (Per Ora)

Nel primo giorno di apertura delle GPS 2026-2028, il 23 febbraio, sono stati pubblicati i report con l’elaborazione dei dati sulle graduatorie. Numeri attesi, numeri molto commentati, numeri che però vanno letti con cautela.

Perché in questa fase la domanda che tutti si fanno è una sola: quale provincia scegliere? E la risposta, purtroppo o per fortuna, non può essere ridotta a una formula semplice.

Il quadro nazionale: quasi 3 milioni di posizioni

Il dato complessivo parla di 2.970.656 posizioni occupate in GPS. È un numero impressionante, ma bisogna chiarire subito un punto: non si tratta di persone uniche. Una stessa persona può essere inserita in più classi di concorso e in più graduatorie, quindi occupare più posizioni. Questo significa che il numero reale di aspiranti è inferiore, ma la densità resta comunque altissima.

All’interno di questo quadro emerge un elemento strutturale: la secondaria su materia (primo e secondo grado, prima e seconda fascia insieme) concentra 2.250.251 posizioni. È evidente che il baricentro del sistema sia lì. Quando si dice che “le GPS sono esplose”, il segmento che pesa davvero è la secondaria.

Regioni più affollate e divari enormi

Guardando alle regioni, si nota una forte asimmetria territoriale. In testa troviamo Campania (384.390 posizioni), Lazio (369.432), Sicilia (354.188), poi Lombardia (oltre 325.000) e Puglia (oltre 263.000). Il divario rispetto alle regioni meno popolate è enorme, nell’ordine di centinaia di migliaia di posizioni.

Questo ci dice una cosa chiara: l’Italia delle GPS non è uniforme. Ci sono territori strutturalmente più densi e altri molto meno. Ma attenzione: più iscritti non significa automaticamente “non conviene”. Senza conoscere l’organico reale, cioè il numero effettivo di posti e supplenze disponibili, il dato resta parziale.

Infanzia e primaria: densità e falsi miti

Sull’infanzia posto comune si contano 185.585 posizioni a livello nazionale. Anche qui emergono concentrazioni fortissime: Napoli oltre 18.000 aspiranti, Roma quasi 10.000, Palermo oltre 8.000. All’opposto, province come Belluno, Sondrio, Gorizia registrano numeri molto più bassi.

Ma pochi iscritti non equivalgono a lavoro sicuro. In quei territori possono esserci meno candidati, ma anche meno posti, oltre a fattori logistici e di attrattività che incidono molto, soprattutto per chi si sposta da lontano.

Il dato decisivo che ancora manca

Il punto centrale resta uno: oggi non abbiamo il quadro definitivo dell’organico. I posti disponibili si definiscono dopo mobilità, assegnazioni provvisorie, immissioni in ruolo e possono cambiare anche a settembre inoltrato per assenze, aspettative o maternità.

In più, trattandosi di inizio biennio, entrano nuove variabili: spostamenti di provincia, nuove abilitazioni e specializzazioni, riserve da sciogliere. Tutti elementi che possono modificare sensibilmente gli equilibri.

Per questo motivo non esiste “la provincia migliore in assoluto”. Esiste la provincia più coerente con il proprio punteggio, le proprie esigenze personali e la reale disponibilità a trasferirsi. I numeri aiutano a ragionare, ma non sostituiscono le scelte consapevoli.