Marzo si apre con due notizie importanti per i pensionati: da un lato le date ufficiali di pagamento, dall’altro una rettifica sugli importi 2026 che riguarda in particolare invalidi civili, sordomuti e titolari di indennità di accompagnamento.
Le informazioni arrivano da fonti ufficiali: il calendario pagamenti pubblicato da INPS e Poste Italiane, le disposizioni di pagamento presenti nel Fascicolo previdenziale e un messaggio INPS di rettifica delle tabelle relative agli importi aggiornati per il 2026.
Le date ufficiali e quando si può prelevare
Il pagamento delle pensioni di marzo 2026 è fissato per lunedì 2 marzo 2026. La ragione è che il 1° marzo cade di domenica, quindi giorno festivo.
Tuttavia, chi riceve l’accredito su conto corrente BancoPosta (non su libretto né su Postepay) troverà il saldo disponibile e prelevabile già domenica 1° marzo.
Diverso il caso di chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali: in questo caso si parte dal 2 marzo, seguendo il calendario alfabetico stabilito dal singolo ufficio postale.
Rettifica INPS: perché alcuni importi sono stati ridotti
La seconda notizia riguarda una rettifica tecnica pubblicata col Messaggio INPS n. 628 del 23 febbraio 2026. Con un messaggio ufficiale, l’Istituto ha corretto le tabelle degli importi 2026 allegate alla circolare di fine anno, quella che contiene le rivalutazioni e i nuovi importi per l’anno in corso.
L’errore riguardava l’importo dell’Indennità di accompagnamento.

In particolare, a gennaio l’accompagnamento era stato pagato per circa 552 euro, ma l’importo corretto per il 2026 è 551,53 euro. Di conseguenza, molti beneficiari hanno trovato a marzo un assegno ridotto di 1 euro.
La platea interessata comprende:
- titolari di indennità di accompagnamento
- percettori di prestazioni per invalidità civile
- titolari di indennità di comunicazione (sordomuti)
Non si tratta di un taglio deciso dal Governo, ma della correzione di un errore tecnico nei calcoli iniziali. Tuttavia, la comunicazione è avvenuta tramite un semplice messaggio di “rettifica tabelle”, senza una spiegazione dettagliata nel cedolino destinata direttamente agli interessati.




