Pensioni, Nuovi Aumenti Dopo Marzo: Ecco le 3 Date da Segnare

Si parla molto degli aumenti delle pensioni in arrivo a marzo. Un incremento che coinvolge una doppia platea. Da una parte i pensionati con reddito annuo tra 28.000 e 200.000 euro, interessati dagli effetti del taglio Irpef. Dall’altra chi beneficia dell’incremento al milione, con 20 euro in più al mese.

A questo si aggiungono gli arretrati di gennaio e febbraio.

Ma la domanda che molti si pongono è un’altra: dopo marzo ci saranno altri aumenti nel 2026? E soprattutto, quando arriveranno?

La rivalutazione è già scattata a gennaio. Gli effetti della Legge di Bilancio si vedono a marzo. Poi il calendario prevede altre tre finestre importanti. Non riguarderanno tutti. E gli importi varieranno in base a età, reddito e contributi.

A luglio arriva la quattordicesima: chi ne ha diritto e quanto spetta

La prima data da segnare è luglio 2026. È il mese della quattordicesima.

La somma aggiuntiva spetta ai titolari di trattamenti a carico dell’Assicurazione generale obbligatoria: lavoratori dipendenti, autonomi, iscritti alla gestione separata, forme sostitutive ed esclusive. Inclusi assegno ordinario d’invalidità e pensioni ai superstiti.

Sono esclusi assegni sociali e prestazioni assistenziali come invalidità civile e Ape sociale.

Per avere diritto alla quattordicesima servono due requisiti precisi: almeno 64 anni di età e un reddito personale entro determinate soglie.

Nel 2026 il trattamento minimo è pari a 7.954,05 euro annui. La soglia per ottenere l’importo pieno è pari a due volte il minimo, cioè 15.908,10 euro.

Sotto questo limite l’importo è riconosciuto integralmente. Superata la soglia, la somma può comunque essere attribuita in misura ridotta fino a concorrenza del tetto previsto.

L’importo varia in base agli anni di contributi versati e alla fascia reddituale. Per chi ha redditi fino a una volta e mezza il trattamento minimo, la cifra può arrivare fino a 655 euro in presenza di un’anzianità contributiva elevata. Per chi si colloca tra una volta e mezza e due volte il minimo, gli importi sono più contenuti.

L’assegno viene inoltre riproporzionato se i 64 anni vengono compiuti nel corso dell’anno o se la pensione decorre successivamente al 1° gennaio.

Per molti pensionati, dunque, il prossimo aumento concreto dopo marzo passerà proprio dalla quattordicesima estiva.

Rimborso 730: quando arriva il credito Irpef sulla pensione

Un altro momento in cui l’importo della pensione può aumentare è quello legato al rimborso Irpef derivante dal modello 730/2026.

Qui però i tempi sono diversi rispetto ai lavoratori dipendenti.

Il meccanismo è stato modificato dal decreto fiscale n. 124/2019, che ha collegato i tempi di liquidazione alla scadenza del 30 settembre per l’invio della dichiarazione.

Per i pensionati vale una regola precisa: l’Inps effettua il pagamento a partire dal secondo mese successivo a quello in cui riceve dall’Agenzia delle Entrate il prospetto di liquidazione 730/4 con l’indicazione delle somme da rimborsare o trattenere. Questo comporta tempistiche più lunghe.

Chi trasmette il modello 730 entro il 31 maggio può ricevere il rimborso già ad agosto o al massimo a settembre.

Se l’invio avviene a giugno, l’accredito slitta tra settembre e ottobre. Presentando la dichiarazione entro metà luglio si passa tra ottobre e novembre. Chi aspetta agosto o settembre rischia di ricevere il rimborso solo tra novembre e dicembre.

In sostanza, più tardi si invia la dichiarazione, più avanti nel calendario finirà il conguaglio sulla pensione. E in presenza di controlli preventivi i tempi possono allungarsi ulteriormente. Conviene affrettarsi quindi e prendere subito appuntamento al CAF una volta iniziata la stagione fiscale.

Dicembre 2026: tredicesima, bonus e quote aggiuntive

L’ultima data da cerchiare in rosso è dicembre. Con il rateo di dicembre arriva la tredicesima.

La gratifica natalizia equivale a un dodicesimo della pensione per ogni mese di titolarità dell’assegno. Chi percepisce la pensione da almeno 12 mesi riceve una tredicesima lorda pari a una mensilità intera. Chi è andato in pensione nel corso del 2026 riceve un importo proporzionato ai mesi effettivi.

A dicembre non si applicano neppure le addizionali regionali e comunali sul rateo mensile. Questo determina un effetto positivo sull’importo netto rispetto agli altri mesi dell’anno.

Insieme alla tredicesima può arrivare anche il cosiddetto bonus tredicesima, pari a 154,94 euro. Spetta ai pensionati con reddito personale non superiore al trattamento minimo annuo, che nel 2026 è pari a 7.954,05 euro.

Per chi supera leggermente questa soglia, il bonus viene riconosciuto in misura ridotta fino a concorrenza del limite previsto dalla normativa.

Sempre nel cedolino di dicembre viene inoltre pagata la quota di quattordicesima maturata da chi ha compiuto 64 anni tra agosto e dicembre 2026 oppure è andato in pensione dopo agosto 2026. Anche in questo caso il calcolo avviene in dodicesimi, in base ai mesi di possesso dei requisiti.