Dall’importo netto stipendiale visibile su NoiPA il 27 febbraio, molti docenti e ATA stanno riscontrando un netto inferiore rispetto a quello di gennaio. In diversi casi la differenza si avvicina ai 200 euro. Non si tratta di un errore di calcolo, ma dell’effetto combinato di due fattori precisi.
Primo Motivo
Nel mese di febbraio era stata accreditata l’una tantum prevista dal rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024. Si trattava di un importo straordinario e non strutturale.
Gli importi lordi della Una tantum del CCNL erano:
Docenti: 111,70 euro lordi
Personale ATA: 270,70 euro lordi
Queste somme erano visibili come voce separata nel cedolino ordinario. Con l’emissione di fine febbraio, relativa a marzo, l’una tantum non compare più, perché si trattava di un’erogazione temporanea legata al rinnovo contrattuale. La sua assenza incide direttamente sul netto percepito.
Secondo Motivo
Il secondo motivo riguarda le trattenute fiscali. Da febbraio tornano in pagamento le addizionali regionali e comunali IRPEF.
Le addizionali vengono rateizzate mensilmente e riducono il netto in busta paga. L’importo varia in base alla regione, al comune di residenza e al reddito complessivo del dipendente.
Per molti lavoratori della scuola, la combinazione tra fine dell’una tantum e ripresa delle addizionali può spiegare una riduzione complessiva che si avvicina ai 150-200 euro rispetto al cedolino precedente.
Nessun taglio allo stipendio base
È importante chiarire che non c’è stata alcuna riduzione dello stipendio tabellare.
La differenza è legata esclusivamente alla fine di un importo straordinario e al ritorno delle trattenute fiscali annuali. Per comprendere nel dettaglio le variazioni, è utile controllare il cedolino NoiPA le sezioni “Competenze” e “Ritenute” quando sarà pubblicato, nelle prossime settimane.




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