La lunga attesa sta per finire. Dopo settimane di indiscrezioni e anticipazioni, la Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/26 entra nella fase decisiva. Alle ore 15:00 del 5 marzo è in programma una riunione al Ministero che dovrebbe portare alla pubblicazione del decreto con importi e criteri definitivi. È il capitolo finale di un percorso iniziato ormai lo scorso settembre, quando i docenti sono tornati in aula senza il bonus da poter utilizzare.
Adesso però le cose stanno per cambiare. Vediamo nel dettaglio.
Verso il decreto ufficiale per la Carta Docente: oggi la riunione decisiva
Il confronto fissato per oggi pomeriggio al Ministero rappresenta l’ultimo passaggio prima dell’adozione del provvedimento che disciplinerà la Carta del Docente 2025/26.
Dopo le anticipazioni delle scorse settimane, il decreto è ormai in dirittura d’arrivo e servirà a mettere nero su bianco sia l’importo spettante sia le modalità di utilizzo del bonus. Se non ci saranno sorprese, si tratterà dell’atto conclusivo che renderà operative le nuove regole per il l’anno scolastico in corso.
Chi ha diritto alla Carta Docente nel 2025/26
Il nuovo decreto dovrebbe confermare una platea molto ampia di beneficiari. Vi rientrano:
- insegnanti a tempo indeterminato, compresi i neoassunti e chi lavora part-time;
- docenti dichiarati inidonei all’insegnamento per motivi di salute;
- personale in comando, distacco, fuori ruolo o impiegato in altre funzioni;
- docenti in servizio nelle scuole italiane all’estero;
- insegnanti delle scuole militari;
- docenti con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto 2026;
- docenti con contratto fino al 30 giugno;
- personale educativo;
- beneficiari di sentenze favorevoli, anche in caso di erogazione tardiva.
La conferma dell’estensione ai supplenti annuali e fino al termine delle attività didattiche rappresenta uno degli aspetti più rilevanti degli ultimi anni.
400 euro ai docenti e nuove risorse alle scuole
Per quanto riguarda la somma destinata ai singoli insegnanti, l’importo dovrebbe aggirarsi intorno ai 400 euro: un centinaio di euro in meno rispetto agli anni precedenti per via dell’allargamento della platea dei beneficiari.
Accanto al bonus individuale, è previsto anche uno stanziamento complessivo di 270 milioni di euro destinato direttamente alle scuole. Queste risorse potranno essere impiegate per:
- acquisto di pc e tablet da concedere in comodato d’uso ai docenti che ne faranno richiesta;
- fornitura di libri e materiali utili all’aggiornamento professionale;
- organizzazione di percorsi di formazione inseriti nel piano annuale deliberato dal Collegio docenti.
Si rafforza quindi il doppio canale: da una parte il portafoglio digitale personale, dall’altra un fondo gestito dagli istituti per sostenere la crescita professionale del personale.
Le novità: trasporti e stretta su hardware e software
Non mancano alcune modifiche sulle modalità di spesa. Tra le principali novità:
- possibilità di utilizzare il bonus anche per l’acquisto di servizi di trasporto di persone;
- acquisto di hardware e software consentito solo alla prima erogazione e poi una volta ogni quattro anni.
Per chi ha già beneficiato della Carta negli anni precedenti, sarà comunque possibile acquistare dispositivi tecnologici nell’anno scolastico 2025/26. Successivamente, scatterà il vincolo quadriennale.
Si tratta di un cambiamento importante che punta a regolamentare meglio la spesa per strumenti digitali, orientando maggiormente il bonus verso la formazione e l’aggiornamento professionale.
Gli ATA restano esclusi dalla Carta Docente?
Proprio l’ampliamento dei beni e dei servizi acquistabili – come i trasporti – fa apparire la Carta del Docente sempre più vicina a uno strumento di welfare. Eppure, nonostante questa evoluzione, il personale ATA dovrebbe restare escluso dal beneficio, pur dovendo affrontare, al pari del personale docente, spese di trasporto per recarsi a scuola e per l’aggiornamento professionale. Una disparità che continua a far discutere. Anche se appare difficile, vedremo se la riunione al Mim porterà novità su questo fronte.




