C’è una mensilità dell’Assegno Unico che più di tutte viene osservata con attenzione dalle famiglie. Non solo perché segna un passaggio importante nel calendario dei pagamenti, ma perché può cambiare – anche in modo significativo – le somme accreditate ogni mese. Stiamo parlando della rata di marzo.
A marzo, infatti, entra in gioco il nuovo ISEE e gli importi dell’Assegno Unico possono salire, scendere o restare invariati. Vediamo cosa succede e perché questa è considerata senza esagerare la mensilità più attesa dell’anno.
Assegno Unico, perché la rata di marzo è la più attesa
I pagamenti dell’Assegno Unico relativi a marzo sono attesi a partire dal 19 marzo (anche se non sono esclusi anticipi). Questa mensilità, ha una particolarità rispetto alle altre: con il pagamento di marzo, l’INPS aggancia il nuovo ISEE 2026 presentato dalle famiglie.
Questo significa che l’importo accreditato da questo mese in poi sarà calcolato sulla base dell’indicatore aggiornato e, salvo ulteriori cambiamenti nel nucleo familiare (come la nascita di un figlio o altre variazioni rilevanti), sarà lo stesso che accompagnerà le famiglie per il resto dell’anno.
Ecco perché, senza esagerare, si può dire che quella di marzo è la rata più importante: definisce l’assegno “base” dei mesi successivi.
ISEE più basso: assegno più alto
A febbraio c’è stata una prima parte degli aumenti: INPS ha accreditato i nuovi importi dell’Assegno Unico (rivalutati dell’1,4%) dell’Assegno Unico tenendo in considerazione il vecchio ISEE. Con la prossima rata, invece, avviene l’aggancio col nuovo ISEE 2026. Si stabilisce quindi l’importo definitivo per tutto l’anno.
Se il nuovo ISEE risulta più basso rispetto a quello dell’anno precedente, l’importo dell’Assegno Unico aumenta.
Questo accade perché la prestazione è strutturata in modo progressivo: al diminuire dell’ISEE, cresce la quota spettante per ciascun figlio, entro i limiti previsti dalla normativa. Per molte famiglie, quindi, marzo può portare un accredito più consistente rispetto a febbraio.
Per esempio, con un ISEE 2026 pari a 20.000 euro spetta un assegno mensile pari a 191 euro per i figli minorenni e pari a 92,90 euro per i figli maggiorenni. Nel 2025, con un ISEE pari a 25.000 euro, la stessa famiglia prendeva 161,90 euro al mese per i figli under 18 e 78,90 per quelli over 18.
ISEE più alto: Assegno Unico ridotto
Al contrario, se l’ISEE 2026 è più alto rispetto a quello precedente, l’importo dell’Assegno Unico viene ricalcolato al ribasso. In questo caso la somma accreditata da marzo potrebbe essere inferiore a quella ricevuta nei primi mesi dell’anno, proprio perché cambia la fascia di riferimento.
È un meccanismo automatico: l’INPS ricalcola l’importo in base ai nuovi dati economici comunicati.
Facciamo un esempio. Con un ISEE 2025 pari a 30.000 euro spettava un assegno di 136,60 euro per i figli minorenni: se quest’anno l’ISEE è pari a 35.000 euro, la stessa famiglie riceverà per lo stesso figlio minorenne un assegno di 115,90 euro.
ISEE invariato: nessuna sorpresa sull’importo
Se l’ISEE è rimasto sostanzialmente uguale, anche l’Assegno Unico non subirà variazioni significative, se non quelle dovute alla rivalutazione all’inflazione (+1,4%). Per esempio:
- con un ISEE 2025 pari a 20.000 euro spettavano al mese 186,70 euro per i figli minorenni e 90,70 euro per i maggiorenni;
- con un ISEE 2026 pari a 20.000 euro spettano 191,90 euro al mese per i figli minorenni e 92,90 euro per i maggiorenni.
L’incremento è minimo ma sarà stabile per tutto l’anno. A meno che, come detto, non si registrino variazioni significative all’interno del nucleo familiare.
Quando possono cambiare ancora le somme
L’importo fissato a marzo non è però immutabile. Durante l’anno possono intervenire eventi che modificano il diritto o l’entità dell’Assegno Unico, come:
- nascita di un altro figlio;
- variazioni nel numero dei componenti del nucleo;
- cambiamenti nella condizione dei figli (ad esempio maggiore età o disabilità).
In assenza di novità, però, la rata di marzo rappresenta la base su cui si costruiranno tutti i pagamenti del 2026. Per questo motivo è quella che le famiglie attendono con più attenzione.




