Bonus 100 Euro, le 3 Date di Marzo per Avere il Trattamento Integrativo. Occhio al Conguaglio

C’è chi aspetta ancora la NASpI e chi, insieme alla disoccupazione, attende anche il trattamento integrativo. Due accrediti diversi ma collegati, che ogni mese rappresentano un sostegno fondamentale per migliaia di famiglie. Con marzo ormai entrato nel vivo, cresce l’attenzione sulle prossime disposizioni di pagamento e sulle possibili date di accredito del bonus da circa 100 euro.

Vediamo a chi spetta e come potrebbe muoversi il calendario nelle prossime settimane.

Cos’è il trattamento integrativo e a chi spetta

Il trattamento integrativo è il contributo economico riconosciuto ai titolari di un reddito da lavoro dipendente o assimilato. Quindi ne beneficiano sia i lavoratori dipendenti che i percettori di indennità di disoccupazione, come la NASpI o la DIS-COLL.

Tra questi, spetta a chi ha:

  • un reddito annuo compreso tra 8.500 e 15.000 euro,
  • un reddito annuo tra 15.000 e 28.000 euro e un’imposta lorda superiore alle detrazioni spettanti.

L’importo è pari a circa 100 euro al mese (1.200 euro annui), erogati:

  • in busta paga ai lavoratori dipendenti,
  • direttamente dall’INPS ai percettori di disoccupazione.

Si tratta di una somma che integra il reddito e viene riconosciuta automaticamente se si rientra nei requisiti previsti.

Perché i percettori NASpI lo ricevono dopo la disoccupazione

Per chi percepisce la NASpI, il trattamento integrativo non arriva insieme alla rata principale della disoccupazione, ma viene disposto successivamente. In genere, infatti:

  • l’INPS prima liquida la mensilità della NASpI,
  • e solo dopo procede con il pagamento del trattamento integrativo collegato a quella mensilità.

È per questo motivo che, dopo le disposizioni della disoccupazione, molti utenti iniziano ad attendere il secondo accredito: quello dei 100 euro, appunto.

Tuttavia, a volte può avvenire anche il contrario: prima arriva il bonus da 100 euro e poi la NASpI. Gli accrediti vengono emessi tramite bonifici separati, quindi l’inversione dei pagamenti non inficia su nulla.

Calendario di marzo: cosa aspettarsi

Guardando agli anni precedenti, emergono tempistiche piuttosto simili:

  • a marzo 2025 il pagamento arrivò tra l’11 e il 12;
  • a marzo 2024 fu disposto tra il 13 e il 14.
  • l’ultima erogazione, quella di febbraio 2026, c’è stata in data 11.

Questo andamento suggerisce che anche per marzo 2026 il pagamento possa collocarsi nella parte centrale del mese, generalmente dopo la conclusione dei pagamenti NASpI. I giorni più papabili sono quindi giovedì 12, venerdì 13 e lunedì 16 marzo. Naturalmente le date possono variare leggermente in base ai tempi tecnici di elaborazione, ma la fascia temporale resta generalmente quella.

Il bonus 100 euro spetta anche ai lavoratori

Non bisogna dimenticare che questo contributo non riguarda solo i percettori di disoccupazione. Come anticipato sopra, il trattamento integrativo spetta anche ai lavoratori dipendenti e viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta.

Rimangono valide le stesse fasce di reddito: spetta in misura piena a chi guadagna tra gli 8.500 e i 15.000 euro annui oppure in forma ridotta a chi guadagna fino a 28.000 euro, ma solo se le detrazioni fiscali superano l’IRPEF lorda.

Cosa c’entra la detassazione degli aumenti col trattamento integrativo

Una novità degli ultimi mesi ha messo in discussione l’erogazione del trattamento integrativo nei confronti dei dipendenti. Si tratta della detassazione al 5% degli aumenti frutto di rinnovi contrattuali firmati tra gennaio 2024 e dicembre 2026, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 per chi ha un reddito entro i 33.000 euro annui.

La preoccupazione era che la detassazione degli aumenti portasse a un incremento di reddito tale da non aver più diritto al trattamento integrativo, vanificando quindi i benefici del nuovo CCNL.

In realtà, la novità non penalizza chi ha diritto al contributo: gli aumenti non vengono conteggiati nel reddito complessivo ai fini del bonus, pur rimanendo rilevanti per verificare i requisiti. Questo significa che anche con retribuzioni più alte dovute a rinnovi contrattuali, i lavoratori possono continuare a mantenere il diritto al trattamento integrativo se rientrano nei limiti reddituali previsti dalla normativa fiscale.

Conguagli trattamento integrativo: come evitare il rischio di restituzione

Il lavoratore che teme di superare nel corso dell’anno i limiti di reddito previsti per il trattamento integrativo – 15.000 euro o 28.000 euro – può scegliere di rinunciare temporaneamente al bonus.

In questo modo, se alla fine dell’anno i redditi rientrano nei limiti, sarà possibile ricevere l’importo spettante con il conguaglio di dicembre direttamente in busta paga.

Se invece si accetta il trattamento integrativo senza valutare i redditi annuali, c’è il rischio di doverlo restituire successivamente, con eventuali complicazioni fiscali. È quindi consigliabile verificare i propri redditi previsti e pianificare l’opzione più adatta per evitare sorprese.