A marzo, come ogni mese, i percettori dell’Assegno di Inclusione (AdI) vedranno arrivare due ricariche. Ma per alcuni beneficiari, la ricarica di metà mese può riservare una sorpresa importante: l’accredito di somme arretrate, relative ai cosiddetti carichi di cura. Questi importi aggiuntivi riconoscono concretamente il supporto fornito a figli piccoli, più figli minori o persone non autosufficienti, ed entrano automaticamente nel calcolo dell’INPS.
Vediamo meglio nel dettaglio.
Due ricariche dell’Assegno di Inclusione a marzo: come funziona
Come di consueto, l’Assegno di Inclusione viene erogato in due tranche mensili:
- Prima ricarica, che arriva a metà mese e fa riferimento:
- o alla prima rata in assoluto,
- o alla prima rata dopo il rinnovo,
- o a eventuali arretrati e conguagli, compresi quelli legati ai carichi di cura.
- Seconda ricarica: arriva a fine mese e interessa chi attende la rata ordinaria, quindi una mensilità dalla seconda alla diciottesima.
Gli importi vengono calcolati in automatico dall’INPS e arrivano direttamente sulla Carta di Inclusione.
Ricordiamo che l’Assegno di Inclusione è il sussidio che ha sostituto il Reddito di Cittadinanza (infatti ne ha ripreso il calendario). Spetta alle persone con ISEE entro 10.140 e che vivono in famiglie in cui sono presenti membri disabili, minorenni, over 60 o persone svantaggiate.
Cosa sono i carichi di cura
Come detto, tra le somme in pagamento a metà marzo ci sono quelle che fanno riferimento ai carichi di cura. Questi sono riconosciuti a chi assiste:
- Figli minori di 3 anni,
- Tre o più figli minori,
- Persone disabili o anziani non autosufficienti.
L’INPS applica per questi casi un incremento di +0,4 nella scala di equivalenza, che si traduce in un aumento dell’importo mensile dell’Assegno di Inclusione.
Quando questo riconoscimento arriva in ritardo, viene liquidato con un conguaglio arretrato insieme alla ricarica di metà mese.
Arretrati per carichi di cura: tempistiche
I conguagli per carichi di cura maturati negli ultimi mesi dovrebbero essere accreditati entro marzo o aprile 2026. In pratica:
- Chi ha diritto a questi aumenti li riceverà automaticamente, senza dover presentare nuove domande.
- L’importo può variare a seconda del numero di figli, della loro età o del grado di non autosufficienza della persona assistita.
- Il calcolo viene effettuato sulla scala di equivalenza dell’ADI, che considera la composizione del nucleo familiare.
La data da segnare sull’agenda è venerdì 13 marzo, giorno in cui INPS erogherà la ricarica anticipata. Almeno stando al calendario ufficiale dei pagamenti.




