Dal 1° marzo 2026 la riforma della disabilità entra in una nuova fase operativa e introduce cambiamenti concreti per chi deve presentare domanda di riconoscimento dell’invalidità civile, dell’indennità di accompagnamento o dello stato di handicap previsto dalla legge 104.
La sperimentazione della nuova normativa è stata infatti estesa ad altre quaranta province italiane. Con questa fase cambia anche la procedura per avviare l’accertamento della disabilità e, soprattutto, molti certificati medici redatti con le vecchie modalità non sono più utilizzabili.
Dal 1° marzo cambia la procedura per avviare la domanda
Una delle principali novità introdotte dal Decreto Legislativo 3 maggio 2024 n. 62 riguarda l’avvio del procedimento di accertamento della disabilità.
La tradizionale domanda amministrativa all’INPS non sarà più necessaria. La procedura partirà direttamente con l’invio telematico del nuovo certificato medico introduttivo da parte del medico certificatore.
Questo documento diventa quindi l’atto che avvia l’intero procedimento di valutazione della disabilità. Inoltre, la data di trasmissione del certificato è importante anche per la decorrenza delle prestazioni assistenziali eventualmente spettanti, che partiranno dal primo giorno del mese successivo all’invio.
I certificati redatti prima del 1° marzo possono non essere validi
Un punto particolarmente importante riguarda i certificati medici rilasciati prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.
I certificati redatti con le precedenti modalità restano validi solo se la domanda amministrativa è stata presentata all’INPS entro il 28 febbraio 2026. In questo caso la procedura continuerà normalmente secondo la normativa precedente fino alla sua conclusione.
Diversamente, i certificati già rilasciati ma non utilizzati per presentare la domanda entro quella data non possono più essere utilizzati.
Dal 1° marzo 2026 l’accertamento della disabilità, nelle province interessate dalla sperimentazione, potrà essere avviato esclusivamente tramite il nuovo certificato medico introduttivo trasmesso telematicamente all’INPS.
In quali province è partita la nuova fase della riforma
La riforma della disabilità è stata avviata inizialmente il 1° gennaio 2025 con una prima fase sperimentale che ha coinvolto nove province: Trieste, Brescia, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari.
Successivamente, dal 30 settembre 2025, la sperimentazione è stata estesa ad altre nove province: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo e Vicenza.
Dal 1° marzo 2026 la riforma è stata ulteriormente ampliata coinvolgendo altre quaranta province italiane. Si tratta di: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia e Verona.
Nella Regione Valle d’Aosta e nella Provincia autonoma di Trento, invece, l’attuazione della riforma avverrà nel rispetto degli statuti speciali. In questi territori, almeno nella fase transitoria, continueranno quindi ad applicarsi le modalità di accertamento previste dalla normativa attualmente vigente.




