Dal 9 marzo è tornata operativa la piattaforma della Carta del docente con il nuovo accredito relativo all’anno scolastico 2025/2026. Il bonus destinato agli insegnanti sarà quest’anno pari a 383 euro e potrà essere utilizzato attraverso il portale ufficiale cartadeldocente.istruzione.it.
La misura continua a essere pensata per sostenere la formazione e l’aggiornamento professionale dei docenti, ma negli ultimi anni il perimetro delle spese ammesse si è progressivamente ampliato. Oltre a libri, corsi e strumenti digitali, il bonus può infatti essere utilizzato anche per alcuni servizi di mobilità.
Il bonus utilizzabile anche per abbonamenti ai trasporti
Tra le spese consentite rientrano anche abbonamenti ai mezzi pubblici, autobus e treni, trasformando di fatto la Carta del docente in una sorta di bonus trasporti per gli insegnanti.
Il contributo è riconosciuto a:
- docenti di ruolo, compresi i neoassunti;
- docenti con contratto annuale fino al 31 agosto;
- docenti con contratto fino al 30 giugno.
Restano invece esclusi gli ATA, cioè il personale amministrativo, tecnico e ausiliario che lavora nelle scuole. L’accesso alla Carta del docente continua quindi a essere riservato soltanto al personale docente.
La promessa di estendere il bonus agli ATA
Negli ultimi mesi il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato più volte l’intenzione di estendere la Carta del docente anche agli ATA.
Il nodo resta però quello delle risorse. Al momento non sono disponibili fondi sufficienti per garantire il bonus anche al personale amministrativo e tecnico delle scuole.
Per questo motivo è possibile che eventuali modifiche arrivino non prima del prossimo anno scolastico, lasciando nel frattempo aperta una disparità di trattamento tra docenti e ATA. L’esclusione pesa ancora di più se si considera che il bonus oggi può essere utilizzato anche per spese di welfare come i trasporti.
Con 383 euro difficile acquistare pc e dispositivi
Un altro elemento riguarda l’importo del bonus. La Carta del docente per il 2025/2026 vale 383 euro, una cifra più bassa rispetto ai 500 euro degli anni passati.
Nel frattempo i prezzi di computer, hardware e software sono aumentati sensibilmente. Con un importo di questo livello diventa quindi più difficile acquistare dispositivi tecnologici completi utili alla didattica.
Il rischio è che il bonus venga utilizzato soprattutto per spese più piccole o servizi, perdendo progressivamente la funzione originaria di sostenere investimenti tecnologici e strumenti professionali per l’attività didattica.



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