Il 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, è una ricorrenza molto sentita in tutta Italia. La giornata coincide con la tradizionale festa del papà e con celebrazioni religiose particolarmente diffuse nel Sud. Dal punto di vista del lavoro, però, la data presenta una caratteristica importante: non è più una festività civile nazionale. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, si lavora normalmente e non ci sono effetti automatici sulla busta paga.
Tuttavia le cose possono cambiare laddove il 19 marzo coincide con la festività del Santo Patrono.
Il 19 marzo è una festività religiosa soppressa
Fino alla fine degli anni Settanta il 19 marzo era una festività religiosa riconosciuta dallo Stato. La situazione è cambiata con la legge n. 54 del 5 marzo 1977, che ha eliminato alcune ricorrenze dal calendario per ridurre i giorni non lavorativi.
Tra le festività abolite c’era proprio San Giuseppe. Da allora il 19 marzo è diventato un giorno lavorativo ordinario. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, la giornata viene pagata come un normale giorno di lavoro e non sono previste maggiorazioni automatiche in busta paga.
Tuttavia la ricorrenza continua ad avere un forte radicamento territoriale, soprattutto nei comuni dove il santo è patrono della città e comporta la chiusura delle scuole.
I comuni dove San Giuseppe è patrono
In diversi comuni italiani San Giuseppe è patrono e la ricorrenza coincide con la festa patronale, che nei contratti collettivi è generalmente trattata come festività locale.
Di seguito i comuni citati, raccolti per provincia.
Agrigento: Cattolica Eraclea, Cianciana, Favara.
Caltanissetta: Milena, Montedoro, Resuttano, Riesi, Villalba.
Catania: Aci Castello, Mazzarrone, Mirabella Imbaccari, Ramacca, Randazzo, Santa Maria di Licodia, Vizzini, Zafferana Etnea.
Messina: Oliveri, Piraino, Sant’Agata di Militello, Letojanni.
Palermo: Bagheria, Campofelice di Fitalia, Campofiorito, Casteldaccia, Chiusa Sclafani, Giardinello, Godrano, Roccamena, San Giuseppe Jato, Villabate, Villafrati.
Ragusa: Santa Croce Camerina.
Siracusa: Cassaro, Rosolini.
Trapani: Trapani, Misiliscemi, Salaparuta.
Napoli: San Giuseppe Vesuviano.
Matera: Grottole.
Potenza: Pietrapertosa.
Cosenza: Fagnano Castello.
Quando la festa patronale coincide con il 19 marzo, la giornata può essere trattata come festività locale. In questi casi, se il lavoratore presta servizio, possono applicarsi le maggiorazioni per lavoro festivo previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro.
Gli usi aziendali e le prassi locali
Accanto alle festività patronali esistono anche usi aziendali o prassi territoriali. In alcune realtà produttive, soprattutto dove la tradizione è molto radicata, il 19 marzo viene gestito in modo particolare.
Può accadere che l’azienda chiuda lo stabilimento per la ricorrenza, concedendo la giornata come permesso retribuito (in aggiunta a quelli previsti dal CCNL) oppure utilizzando ferie o PAR. In altri casi la produzione prosegue normalmente, ma con riduzioni di attività o iniziative legate alla tradizione locale.
Per questo motivo il 19 marzo può avere effetti diversi da territorio a territorio. In gran parte d’Italia resta un giorno lavorativo come gli altri, mentre in alcune comunità continua a mantenere un significato speciale anche per il mondo del lavoro.




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