La trattativa per il rinnovo del contratto dei dipendenti delle Funzioni centrali – cioè ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici – entra nel vivo. Nei giorni scorsi, infatti, è tornato al centro del confronto il tema economico del nuovo contratto 2025-2027.
Il negoziato è iniziato da poche settimane, ma intanto oltre al tema degli arretrati – che secondo le stime elaborate da TuttoLavoro24.it al 31 marzo 2026 possono raggiungere diverse centinaia di euro (clicca qui per le tabelle) – iniziano a circolare anche le cifre degli aumenti previsti sugli stipendi.
Proprio nelle ultime ore è comparsa una nuova bozza redatta da ARAN del nuovo contratto nazionale che contiene le tabelle con gli incrementi dello stipendio tabellare. Si tratta di un passaggio importante, perché di solito la presentazione delle cifre rappresenta il momento in cui la trattativa accelera verso la possibile firma.
E proprio su questo punto il governo punta a chiudere il negoziato in tempi rapidi, con l’obiettivo – più volte indicato dal ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo – di arrivare alla firma del contratto ampiamente prima della fine del triennio di riferimento (fine 2026).
Aumenti in busta paga fino a 208 euro
Entrando nel dettaglio delle cifre, la bozza del contratto prevede aumenti differenziati a seconda delle aree professionali del pubblico impiego.
Per gli operatori, cioè il primo livello della gerarchia dei dipendenti pubblici delle Funzioni centrali, l’aumento dello stipendio tabellare sarebbe pari a 119,6 euro lordi al mese.
Per gli assistenti, che rappresentano il livello intermedio dell’organizzazione amministrativa, l’incremento salirebbe invece a 125,9 euro lordi mensili.
Gli aumenti diventano più consistenti per l’area dei funzionari, dove la crescita prevista dello stipendio tabellare sarebbe pari a 152,9 euro lordi al mese.
L’incremento più alto è invece previsto per le elevate qualificazioni, cioè la fascia professionale immediatamente sotto la dirigenza, che potrebbe beneficiare di 208,8 euro lordi mensili in più.
Quanto valgono gli aumenti nel complesso
Nel complesso, considerando i circa 194 mila dipendenti del comparto Funzioni centrali, il contratto propone un aumento medio a regime di 158,23 euro lordi al mese.
Gli incrementi però non arriverebbero tutti insieme. La bozza prevede infatti un percorso graduale nel corso del triennio contrattuale.
Per il 2025 l’aumento medio sarebbe pari a circa 52 euro lordi mensili, che salirebbero a 105 euro nel 2026 per poi raggiungere l’incremento pieno previsto dal contratto nel corso del 2027.
Se si considera anche il precedente rinnovo contrattuale 2022-2024 – firmato in via definitiva il 27 gennaio 2025 – che ha portato aumenti medi per 165,85 euro lordi al mese, nel giro di circa un anno e mezzo il beneficio complessivo per i dipendenti pubblici arriverebbe a 324,08 euro mensili.




