Dopo oltre vent’anni di liberalizzazione degli orari nel commercio, i sindacati tornano a chiedere un intervento legislativo. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno scritto al presidente della X Commissione Attività Produttive della Camera, Alberto Luigi Gusmeroli, chiedendo di calendarizzare al più presto le proposte di legge sulla regolamentazione delle aperture domenicali e festive.
L’obiettivo è riaprire il confronto su una normativa che, secondo le tre federazioni, deve correggere gli effetti prodotti da anni di liberalizzazione totale degli orari di apertura.
La richiesta dei sindacati al Parlamento
Nella lettera inviata alla Commissione Attività Produttive, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono l’avvio di una discussione parlamentare su un tema che riguarda milioni di lavoratrici e lavoratori del commercio, della distribuzione e dei servizi.
Secondo i sindacati, dopo anni di aperture sempre più estese, è necessario introdurre regole che migliorino le condizioni di lavoro e permettano una reale conciliazione tra vita privata e lavoro.
Le tre organizzazioni chiedono quindi una nuova disciplina degli orari commerciali che superi il modello di liberalizzazione totale delle aperture domenicali e festive, restituendo anche ai territori un ruolo nella programmazione delle aperture.
Cosa è successo dopo oltre 20 anni di liberalizzazioni
Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, l’estensione degli orari di apertura ha portato in molti casi a coprire l’intero arco dell’anno, con attività commerciali aperte fino a 365 giorni all’anno e, in alcune realtà, anche con fasce orarie continuative h24.
Questo modello ha determinato un forte aumento dei turni e dei carichi organizzativi senza produrre benefici significativi sul piano occupazionale o economico.
Per i sindacati, la conseguenza più evidente è stata il peggioramento della conciliazione tra vita privata e lavoro, soprattutto per chi è impiegato nei negozi e nella grande distribuzione.
Domeniche lavorative e maggiorazioni economiche
Nel CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi – Confcommercio il lavoro svolto nei giorni non ordinari prevede alcune maggiorazioni economiche.
In particolare, sia il lavoro domenicale sia quello festivo prevedono una maggiorazione minima del 30% sulla retribuzione oraria.
Tuttavia la normativa vigente consente alle aziende di collocare il giorno di riposo settimanale anche in un giorno diverso dalla domenica. In questi casi la domenica può diventare a tutti gli effetti un normale giorno lavorativo.
Una possibilità che, secondo i sindacati, contribuisce a rendere più difficile l’organizzazione della vita personale e familiare per molti lavoratori del commercio, motivo per cui chiedono da tempo una revisione delle regole sulle aperture festive e domenicali.




