La politica retributiva per il personale della scuola si muove ormai su un orizzonte pluriennale. L’Atto di indirizzo politico-istituzionale 2026 del Ministero dell’Istruzione e del Merito reso noto in questi giorni conferma infatti un percorso che copre l’intero novennio 2019-2027.
Nel complesso, tra i tre rinnovi contrattuali previsti o già firmati, gli aumenti medi stimati arrivano fino a 416 euro mensili per i docenti e 303 euro per il personale ATA. Si tratta di un incremento complessivo pari a circa il 16,38%, per un investimento totale di 8,36 miliardi di euro destinati al sistema scolastico.
Gli aumenti del CCNL 2022-2024
Il primo passaggio è stato il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, firmato nel novembre 2025, i cui effetti si sono visti nei cedolini paga di gennaio scorso.
Questo contratto ha introdotto incrementi medi di 150 euro mensili per i docenti e 110 euro per il personale ATA, pari a circa il 6% annuo lordo.
A questi importi si aggiungono gli arretrati maturati nel periodo precedente, pari a 1.948 euro per i docenti e 1.427 euro per gli ATA. Il rinnovo ha inoltre previsto una quota una tantum finanziata con 240 milioni di euro aggiuntivi, che porta ulteriori 149 euro ai docenti e 109 euro agli ATA.
Nel 2026 è prevista anche una ulteriore somma media di 140 euro per tutto il personale scolastico grazie alla detassazione di alcune componenti accessorie della retribuzione.
Il prossimo rinnovo 2025-2027
Il percorso retributivo non si ferma al contratto appena firmato. Il Ministero ha già trasmesso la proposta di Atto di indirizzo per il CCNL 2025-2027, che prevede nuovi incrementi.
In base alle prime indicazioni, gli aumenti medi sarebbero pari a 143 euro mensili per i docenti e 104 euro per il personale ATA, con arretrati stimati per il solo 2025 pari a 557 euro per i docenti e 406 euro per gli ATA. Al momento le trattative per il rinnovo sono ben avviate e si parla di una possibile firma il 1° aprile 2026.
Sommando questi interventi ai rinnovi precedenti, si arriva appunto al dato complessivo del novennio: 416 euro mensili per i docenti e 303 euro per il personale ATA.
Aumenti certi ma potere d’acquisto ancora in recupero
Il ciclo contrattuale su nove anni garantisce dunque una certa stabilità negli incrementi retributivi. Tuttavia questo non significa che il potere d’acquisto sia stato pienamente recuperato.
Un esempio arriva proprio dal triennio 2022-2024. In quel periodo l’inflazione cumulata ha raggiunto circa il 17%, mentre l’adeguamento previsto dal rinnovo contrattuale si è fermato intorno al 5,6%.
Questo significa che, nonostante gli aumenti programmati fino al 2027, la questione del recupero reale dei salari del personale scolastico resta ancora aperta.




