Supplenze Scuola: Basta Pagare un Corso per Guadagnare Punti in Graduatoria?

Il tema delle graduatorie per le supplenze torna al centro del dibattito tra docenti supplenti (precari). Con l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), migliaia di insegnanti stanno inserendo in queste settimane titoli e certificazioni per aumentare il proprio punteggio. In questo contesto è riemersa una questione che da anni divide il mondo della scuola: il peso delle certificazioni acquistate tramite corsi online e il loro impatto sulla posizione in graduatoria.

La corsa ai punti nelle graduatorie GPS

Le GPS sono lo strumento utilizzato per assegnare le supplenze nelle scuole italiane. Ogni docente viene collocato in graduatoria sulla base di un punteggio che deriva da diversi elementi: titoli di studio, servizio svolto, corsi di formazione e certificazioni.

Proprio queste ultime rappresentano uno degli strumenti più utilizzati per incrementare rapidamente il punteggio. Certificazioni informatiche, linguistiche o corsi metodologici possono infatti attribuire punti aggiuntivi utili a scalare la graduatoria e aumentare le possibilità di ottenere una supplenza.

Per questo motivo, nei periodi di aggiornamento delle graduatorie si registra sempre una forte richiesta di corsi e attestati.

Il mercato delle certificazioni per docenti

Negli ultimi anni si è sviluppato un vero e proprio mercato della formazione dedicata ai docenti. Molte piattaforme e enti propongono corsi online che consentono di ottenere certificazioni riconosciute ai fini del punteggio nelle graduatorie.

Il costo può variare da poche decine fino a diverse centinaia di euro. In molti casi si tratta di percorsi formativi a distanza che possono essere completati in tempi relativamente brevi.

Proprio questo meccanismo ha alimentato le critiche di una parte dei docenti precari, che denunciano il rischio di una “corsa ai punti” basata più sulla capacità di accumulare certificazioni che sull’esperienza effettiva in classe.

Il dibattito tra i docenti precari

La questione è tornata alla ribalta dopo la pubblicazione di una lettera di una docente supplente sul quotidiano Domani che racconta le difficoltà del sistema delle graduatorie. Secondo la sua testimonianza, molti insegnanti si sentono spinti a frequentare corsi e acquistare certificazioni per non perdere posizioni in graduatoria.

Il tema divide il mondo della scuola. Da una parte c’è chi considera queste certificazioni uno strumento legittimo di formazione professionale. Dall’altra, invece, c’è chi teme che il sistema finisca per premiare soprattutto chi riesce ad accumulare più titoli, trasformando l’aggiornamento delle graduatorie in una vera e propria competizione a colpi di certificazioni.