Docenti e ATA: Spettano Nuovi Arretrati su TFR e TFS. Ricalcoli in Arrivo

Arretrati soldi

Il rinnovo del contratto della scuola non riguarda solo chi oggi lavora negli istituti. Il nuovo CCNL Scuola 2022-2024 firmato il 23 dicembre produce effetti economici anche per migliaia di lavoratori che hanno già lasciato il servizio.

Docenti, personale ATA, educatori e dirigenti scolastici cessati dal lavoro dal 1° gennaio 2024 potrebbero infatti avere diritto a un ricalcolo della liquidazione, con possibili arretrati su TFR e TFS. Ma non è tutto: gli effetti riguardano anche la previdenza integrativa del Fondo Espero.

Si tratta di un impatto economico che molti ex dipendenti della scuola potrebbero non aver ancora considerato.

Nuovo CCNL scuola: aumentano gli stipendi e cambiano i calcoli della liquidazione

La firma del nuovo contratto nazionale chiude una lunga fase di vacanza contrattuale e introduce aumenti strutturali dello stipendio per il personale scolastico.

Non si tratta solo di un adeguamento delle buste paga future.

Il nuovo CCNL modifica infatti le retribuzioni tabellari, cioè le voci che rappresentano la base di calcolo di diversi istituti economici, tra cui:

  • TFR
  • TFS
  • contributi previdenziali
  • previdenza integrativa

Inoltre gli aumenti hanno decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2024.

Questo significa che il nuovo contratto produce effetti anche per chi non è più in servizio.

Perché TFR e TFS devono essere ricalcolati

Il motivo è semplice: la liquidazione si calcola sulla retribuzione percepita dal lavoratore.

Con il nuovo contratto:

  • la retribuzione tabellare aumenta
  • gli aumenti valgono retroattivamente dal 2024
  • la base utilizzata per il calcolo della liquidazione diventa più alta

Di conseguenza, tutte le liquidazioni calcolate senza tener conto dei nuovi importi contrattuali devono essere aggiornate.

Anche piccoli aumenti dello stipendio possono produrre differenze importanti sull’importo finale della liquidazione.

Chi ha diritto agli arretrati su TFR e TFS

Il ricalcolo riguarda tutto il personale della scuola cessato dal servizio dal 1° gennaio 2024.

Sono interessati:

  • docenti
  • personale ATA
  • educatori
  • dirigenti scolastici

La rivalutazione si applica indipendentemente dal motivo della cessazione del rapporto di lavoro, quindi nei casi di:

  • pensionamento di vecchiaia
  • pensionamento anticipato
  • dimissioni volontarie
  • fine contratto a tempo determinato

Un elemento importante è che la liquidazione spesso viene pagata anche anni dopo la cessazione del servizio, quindi il ricalcolo può avvenire successivamente.

Il diritto agli aggiornamenti degli importi non viene meno con il pensionamento.

Effetti anche sulla previdenza integrativa: cosa succede al Fondo Espero

Il rinnovo del CCNL non incide solo sulle liquidazioni.

Gli aumenti stipendiali possono avere effetti anche sulla previdenza complementare del personale scolastico, cioè il Fondo Espero.

In molti casi i contributi al fondo pensione sono calcolati in percentuale sulla retribuzione.

Questo significa che:

  • uno stipendio più alto porta a contributi più elevati
  • nel tempo la posizione individuale può crescere di più
  • la pensione integrativa futura può risultare più consistente

In altre parole, il nuovo contratto non incide soltanto sulla busta paga o sulla liquidazione finale, ma può avere conseguenze anche sul reddito durante la pensione.

Un effetto economico che riguarda migliaia di lavoratori della scuola

Il rinnovo del contratto della scuola produce quindi effetti che vanno ben oltre gli aumenti mensili.

Gli aggiornamenti delle retribuzioni possono infatti generare:

  • ricalcolo di TFR e TFS
  • possibili arretrati sulla liquidazione
  • contributi più alti nel Fondo Espero

Per questo motivo il nuovo CCNL rappresenta un passaggio importante non solo per chi lavora oggi nelle scuole, ma anche per migliaia di lavoratori che hanno concluso la loro carriera negli ultimi anni.