Carta Docente, Cambia la Scadenza per Spendere i 383 Euro

Negli ultimi giorni sono arrivate due indicazioni importanti sulla Carta del docente, il bonus annuale che quest’anno è caricato con 383 euro destinato alla formazione degli insegnanti, sia precari che di ruolo.

Da una parte una sentenza della giustizia amministrativa chiarisce cosa succede al beneficio dopo la morte del titolare. Dall’altra emergono precisazioni sulla durata del bonus relativo all’anno scolastico 2025/2026. Si tratta di due aspetti che molti docenti stavano cercando di capire.

Vediamo tutto nel dettaglio.

La sentenza del TAR: la Carta del docente non passa agli eredi

La prima indicazione arriva da una decisione del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, che con la sentenza n. 294 del 2026 ha affrontato un caso particolare.

Il ricorso era stato presentata dalla vedova di un docente deceduto, il quale aveva avuto diritto alla Carta del docente per quattro anni scolastici, per un totale di 500 euro all’anno (solo quest’anno l’importo è diminuito per via dell’estensione della platea dei beneficiari).

Dopo la morte dell’insegnante, però, la moglie ha chiesto al tribunale amministrativo di obbligare il Ministero a eseguire quella decisione e accreditare comunque le somme.

Il TAR ha però dichiarato il ricorso inammissibile, spiegando in modo semplice un principio: il bonus è personale e non può essere trasferito agli eredi.

Perché il bonus non può essere ereditato

Il motivo principale riguarda la natura stessa della Carta del docente. Il bonus è stato introdotto dalla Legge 107 del 2015 per finanziare la formazione degli insegnanti. Quindi va speso per attività come:

  • libri e pubblicazioni,
  • corsi di aggiornamento,
  • software e strumenti informatici,
  • eventi culturali e iniziative formative,
  • da quest’anno anche per acquistare hardware e software e titoli di viaggio.

Il tribunale ha sottolineato che non si tratta di uno stipendio o di un normale credito in denaro, ma di un beneficio con uno scopo preciso: sostenere l’aggiornamento professionale del docente.

Proprio per questo il bonus è:

  • nominativo, cioè legato alla persona del docente;
  • utilizzabile solo tramite la piattaforma digitale dedicata;
  • spendibile esclusivamente per attività di formazione.

Secondo i giudici, con la morte del docente diventa impossibile realizzare questo scopo, perché l’aggiornamento professionale riguarda solo chi svolge la professione. Per questo motivo il diritto alla Carta non può essere trasferito agli eredi.

Carta del docente 2025/2026: entro quando va usata

Accanto alla sentenza è arrivato anche un chiarimento sulla durata del bonus per l’anno scolastico in corso. Durante un question time, la sindacalista Chiara Cozzetto dell’Anief ha ricordato che la Carta del docente può essere utilizzata per due anni scolastici.

Questo significa che il bonus relativo al 2025/2026 scadrà il 31 agosto 2027.

La regola vale anche per chi ha ricevuto il bonus in ritardo, ad esempio a seguito di una sentenza o di un accredito arrivato nei mesi successivi. In altre parole, la scadenza non si sposta: anche se il bonus viene attivato a marzo o in un altro momento dell’anno, il termine resta comunque fissato al 31 agosto 2027.

I casi particolari per chi va in pensione o lascia il servizio

Esistono però alcune situazioni specifiche legate alla fine del rapporto di lavoro. Ad esempio:

  • docenti o educatori che cessano il servizio dal 1° settembre 2026 possono utilizzare il bonus solo fino al 31 agosto 2026;
  • chi invece ha ottenuto il bonus tramite sentenza nel 2025/2026 potrà spenderlo fino al 31 agosto 2027, anche se nel frattempo ha terminato il servizio.

Sono quindi le regole generali sulla durata biennale del bonus a determinare la scadenza.

Un bonus personale e con tempi precisi

Le due novità chiariscono meglio come funziona la Carta del docente.

Da una parte la giurisprudenza ha stabilito che il bonus è strettamente personale e non può essere trasmesso agli eredi. Dall’altra le regole sulla durata confermano che l’utilizzo è limitato nel tempo e segue scadenze precise, indipendentemente dal momento in cui l’importo viene effettivamente accreditato.

Per i docenti, quindi, il messaggio è chiaro: la Carta del docente va utilizzata entro i termini previsti e resta sempre legata alla persona che ne ha diritto.