Docenti e ATA, Aumenti da 416€: Stipendi Più Alti a Pasqua e Arretrati da 700€

Il contratto del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027 potrebbe essere firmato già nei primi giorni di aprile. Se il calendario verrà rispettato, la chiusura della parte economica del contratto scuola arriverebbe prima di Pasqua, segnando un’accelerazione insolita per il settore pubblico, dove i rinnovi contrattuali richiedono spesso tempi molto più lunghi.

Si tratta di un passaggio importante perché riguarda circa 1,3 milioni di lavoratori, tra docenti, personale ATA e ricercatori. Vediamo tutto nel dettaglio.

Rinnovo CCNL Scuola 2025-2027: le prossime date da segnare

I prossimi giorni saranno cruciali per arrivare all’accordo. Sono già previsti due appuntamenti chiave:

  • martedì 24 marzo avverrà il primo confronto decisivo;
  • mercoledì 1° aprile, possibile giornata della firma sulla parte economica. Ad annunciarlo è stato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, intervenendo al XIII Congresso Snals-Confsal.

Se l’intesa verrà raggiunta, si passerà subito dopo alla discussione delle norme contrattuali.

Aumenti in busta paga: quanto cresceranno gli stipendi nella scuola

La firma sulla parte economica potrebbe portare un incremento medio di 143 euro lordi al mese.

Ma il dato più significativo emerge guardando l’insieme degli ultimi rinnovi:

  • triennio 2019-2021: circa 123 euro medi di aumento;
  • rinnovo 2022-2024: circa 150 euro;
  • nuovo contratto 2025-2027: circa 143 euro.

Nel complesso, il personale della scuola arriva così a un aumento medio totale di 416 euro mensili negli ultimi tre rinnovi.

Con la firma sono previsti anche gli arretrati (clicca qui per gli importi) che arriveranno ad un massimo di 700 euro.

Non solo stipendi: le novità sul welfare per docenti e personale

Oltre alla parte economica, il rinnovo introduce anche nuove opportunità sul fronte del welfare.

Tra le misure allo studio ci sono:

  • convenzioni con istituti bancari per facilitare l’accesso ai mutui da parte del personale della scuola,
  • accordi con compagnie di trasporto ferroviario e aereo per viaggiare a prezzo scontato.

Al momento, per gli insegnanti e gli educatori una sorta di “bonus trasporti” esiste già: è rappresentata dalla carta docente, che ha un valore di 383 euro da poter spendere anche per acquistare titoli di viaggio. Il personale ATA, però, ne è escluso.

L’obiettivo della parte normativa è ampliare i benefici indiretti, migliorando la qualità della vita dei lavoratori oltre alla semplice busta paga.

Un rinnovo atteso (e diverso dal passato)

Il clima attorno al negoziato sembra più favorevole rispetto agli anni precedenti. Anche organizzazioni sindacali che in passato avevano espresso forti critiche sugli aumenti, ritenuti insufficienti rispetto all’inflazione (come la CGIL), potrebbero questa volta dare il via libera.

Chiudere rapidamente il contratto in una fase economica incerta – tra rincari e tensioni internazionali – rappresenterebbe un segnale importante per tutto il pubblico impiego.

E soprattutto, per chi lavora nella scuola, significherebbe vedere finalmente aumenti concreti in busta paga e nuovi strumenti di sostegno nella vita quotidiana.