Molti lavoratori metalmeccanici potrebbero rientrare tra i potenziali beneficiari del bonus da 100 euro al mese (trattamento integrativo), ma la situazione è meno semplice di quanto sembri. Guardando ai minimi del CCNL industria aggiornati, infatti, diversi livelli si collocano sotto la soglia dei 28.000 euro annui, ma questo non garantisce automaticamente il diritto al bonus.
Il trattamento integrativo – noto anche come ex Bonus Renzi (inizialmente era di 80 euro) – viene erogato mensilmente in busta paga. In genere è l’azienda che sottopone al dipendente un documento con cui si accetta o rifiuta l’erogazione mensile. Ma vediamo cosa fare.
I 4 livelli e il reddito annuo
Prendendo come riferimento le retribuzioni aggiornate da giugno 2025 (CCNL Metalmeccanica Industria) e moltiplicandole per 13 mensilità, si ottengono questi valori:
- D1 → circa 22.646 euro annui
- D2 → circa 25.113 euro annui
- C1 → circa 25.655 euro annui
- C2 → circa 26.198 euro annui
Questi importi dimostrano che tutti e quattro i livelli si collocano sotto la soglia dei 28.000 euro. Di conseguenza, i lavoratori potrebbero rientrare nella fascia che consente l’accesso al bonus.
Perché il bonus non è automatico
Ed è proprio qui che nasce il problema. Fino a 15.000 euro di reddito spetta senza condizioni. Nella fascia tra 15.000 e 28.000 euro, il bonus da 100 euro non spetta in automatico.
Serve infatti una condizione precisa: le detrazioni da lavoro dipendente devono essere superiori all’imposta lorda. Un calcolo che dipende da diversi fattori e che spesso viene determinato solo a fine anno.
Questo significa che, anche se il reddito rientra nei limiti, il bonus potrebbe non spettare oppure spettare solo in parte.
Il rischio in busta paga
Molti lavoratori ricevono i 100 euro mese per mese direttamente in busta paga. Tuttavia, questa scelta – che dipendente dal lavoratore metalmeccanico – può comportare rischi.
Se a fine anno il diritto non viene confermato, il datore di lavoro recuperano le somme erogate. Il risultato può essere un conguaglio negativo anche molto pesante.
Meglio aspettare il conguaglio
Per questo motivo, è spesso consigliabile rinunciare all’erogazione mensile e verificare tutto con la dichiarazione dei redditi.
In questo modo si evita il rischio di dover restituire fino a 1.200 euro (100 euro al mese x 12 mesi), con tagli significativi sullo stipendio di dicembre o gennaio.




