C’è un dubbio che in questi giorni sta creando confusione tra molti lavoratori agricoli: per ottenere il trattamento integrativo bisogna presentare una domanda oppure no?
Con la scadenza del 31 marzo sempre più vicina, in tanti stanno cercando di capire cosa fare per non perdere soldi importanti. Ma attenzione: non tutte le prestazioni funzionano allo stesso modo e il rischio di fare confusione è alto. Facciamo chiarezza.
Cos’è il trattamento integrativo e quanto vale
Il trattamento integrativo è un sostegno economico pensato per i titolari di reddito da lavoro dipendente o assimilato con redditi medio-bassi. In particolare, per quelli con un reddito annuo compreso tra 8.500 euro e 15.000 euro.
Ha un valore complessivo di 1.200 euro l’anno e rappresenta, come si evince dal nome, un’integrazione al reddito. Spetta anche a chi ha un reddito tra 15.000 e 28.000 euro annui, ma solo se le detrazioni superano l’IRPEF dovuta. In questo caso l’importo è riproporzionato.
Per gli operai agricoli, questo bonus viene riconosciuto in modo diverso rispetto ad altre categorie.
Quando arriva il bonus 1.200 euro agli agricoli
Ai titolari di indennità di disoccupazione agricola, il trattamento integrativo viene pagato in un’unica soluzione. L’accredito arriva generalmente a dicembre, insieme ad altri conguagli legati alle prestazioni, dopo che INPS ha effettuato il calcolo definitivo dei redditi e dei contributi spettanti.
Questo lo distingue da altre categorie. Chi percepisce la NASpI, per esempio, riceve il trattamento integrativo in rate mensili da circa 100 euro. La stessa cosa vale anche per i beneficiari di DIS-COLL. E anche i lavoratori dipendenti ricevono l’accredito mensilmente, direttamente in busta paga.
Si tratta quindi dello stesso beneficio, ma distribuito nel tempo.
Serve fare domanda per il bonus?
Arriviamo al punto centrale: gli agricoli disoccupati devono fare domanda per il trattamento integrativo?
La risposta è no. L’INPS accredita il trattamento integrativo in automatico, senza bisogno di presentare alcuna richiesta. Se si rientra nei requisiti di reddito, il pagamento viene riconosciuto direttamente.
Questo vale anche per i titolari di NASpI, DIS-COLL e per i lavoratori dipendenti: chi ha un reddito entro i 15.000 euro annui riceve il trattamento integrativo senza richiederlo.
Agricoli, attenzione alla scadenza del 31 marzo: cosa riguarda davvero
La scadenza del 31 marzo è importante, ma non riguarda quindi il trattamento integrativo.
Entro questa data bisogna presentare domanda solo per:
- disoccupazione agricola,
- assegni per il nucleo familiare (ANF).
Il trattamento integrativo, invece, segue un’altra strada: nessuna domanda e pagamento automatico.




