Una richiesta chiara, inserita nel confronto per il rinnovo del contratto scuola è stata avanzata da una parte del mondo sindacale. Al tavolo del negoziato Snals Confsal ha portato all’attenzione dell’Aran la proposta di riconoscere circa 110 euro al personale ATA, utilizzando risorse rimaste inutilizzate. L’iniziativa è stata formalizzata il 24 marzo, nell’ambito della trattativa per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca, che dovrebbe arrivare alla firma il 1° aprile.
Da dove arriverebbero i 20 milioni di euro
Entrando nel merito, la proposta riguarda l’utilizzo di circa 20 milioni di euro non spesi. Si tratta, in particolare, di fondi legati alla mancata attivazione di alcune funzioni o attività previste per il personale ATA, che nel corso dell’anno non sono state concretamente avviate.
Di conseguenza, queste risorse sono rimaste inutilizzate nei bilanci e, secondo lo Snals, potrebbero essere redistribuite direttamente ai lavoratori. Tuttavia, è importante chiarire che non esiste al momento un elenco ufficiale delle specifiche funzioni non attivate, ma si tratta di una quota complessiva di fondi residui.
Come funzionerebbe l’una tantum da 110 euro
Queste risorse, secondo SNALS, dovrebbero essere destinate “all’incremento della parte tabellare del personale ATA”.
Ma non è detto che possano finire sugli elementi continuativi della retribuzione. Possibile anche che si opti per il riconoscimento di una indennità una tantum, pari a circa 110 euro, destinata al personale ATA per l’anno scolastico 2025/2026.
Si tratterebbe quindi di un pagamento una sola volta senza effetti strutturali sullo stipendio non incorporato nella retribuzione tabellare.
Allo stesso tempo, la misura avrebbe una funzione compensativa, distribuendo a tutti una quota di risorse che altrimenti resterebbero inutilizzate.
Trattativa aperta verso la firma del contratto
La proposta dello Snals si inserisce in un quadro più ampio di richieste avanzate anche da altre sigle sindacali, tutte orientate a valorizzare economicamente il personale ATA.
Il confronto con l’Aran prosegue in vista della possibile firma del rinnovo contrattuale il 1° aprile (per conoscere gli importi degli arretrati clicca qui). Solo in quella sede si capirà se l’ipotesi dei 113 euro una tantum troverà spazio nell’accordo finale oppure resterà una proposta non accolta.




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