Negli ultimi anni il sistema IRPEF è stato modificato più volte con l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale. Tuttavia i benefici non sono stati distribuiti contemporaneamente a tutte le fasce di reddito.
Per questo motivo oggi molti lavoratori metalmeccanici, pur avendo stipendi medio-bassi, non vedono in busta paga il nuovo taglio Irpef da circa 440 euro annui, introdotto dal 1° gennaio 2026.
Come è cambiato il sistema IRPEF
Per capire la situazione attuale bisogna partire dalle regole precedenti. Fino al 2023 l’IRPEF era articolata su quattro scaglioni, con aliquote che salivano progressivamente dal 23% al 43%, in questo modo:
- 23% fino a 15.000 euro
- 25% tra 15.000 e 28.000 euro
- 35% tra 28.000 e 50.000 euro
- 43% oltre 50.000 euro
Dal 1° gennaio 2024, con la prima fase della riforma fiscale, il governo ha semplificato il sistema riducendo gli scaglioni a tre. In particolare, è stata eliminata l’aliquota del 25% e il 23% è stato esteso fino a 28.000 euro.
Questo passaggio è fondamentale: significa che la prima riduzione delle tasse ha riguardato proprio i redditi medio-bassi.
Dove si collocano i lavoratori metalmeccanici
A questo punto è utile capire dove si collocano concretamente i lavoratori del settore. Prendendo le retribuzioni aggiornate da giugno 2025 (CCNL Metalmeccanica Industria) e considerando 13 mensilità (senza superminimini e altre voci individuali), si ottengono questi valori:
D1 → circa 22.646 euro annui
D2 → circa 25.113 euro annui
C1 → circa 25.655 euro annui
C2 → circa 26.198 euro annui
Questi importi sono tutti inferiori a 28.000 euro. Di conseguenza, corrispondono a stipendi netti di circa 1.700 euro al mese (al netto dei bonus fiscali), per un lordo che arriva fino a 2.150 euro circa al mese.
Questo significa che una larga parte dei metalmeccanici sta sotto i 28.000 euro di reddito. In questo modo sono esclusi dal Bonus entrato in vigore nel 2026.
Il secondo intervento: il taglio dal 2026
Con legge di bilancio 2026 è stato introdotto un nuovo intervento: l’aliquota per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro è stata ridotta dal 35% al 33%.
Questo taglio comporta un beneficio che può arrivare fino a circa 440 euro annui, ma – come detto – riguarda esclusivamente i redditi che superano la soglia dei 28.000 euro.
Perché chi guadagna meno non riceve i 440 euro
A questo punto il collegamento è chiaro. I lavoratori metalmeccanici che si fermano sotto i 28.000 euro annui non rientrano nel nuovo intervento perché appartengono allo scaglione inferiore.
Ma soprattutto c’è un altro elemento da considerare: questa fascia ha già beneficiato della riduzione fiscale nel 2024, quando l’aliquota è scesa dal 25% al 23%. Paga 2 punti percentuale in meno di Irpef.
In altre parole, il vantaggio per questi lavoratori è arrivato prima, mentre il nuovo taglio del 2026 è stato pensato per i redditi immediatamente superiori.
Le altre misure già presenti in busta paga
Infine, va ricordato che i lavoratori con redditi inferiori a 32.000 euro annui continuano comunque a beneficiare di altre misure.
Si tratta delle detrazioni per lavoro dipendente e del taglio del cuneo fiscale, che può arrivare fino a circa 83,33 euro al mese.
Di conseguenza, anche se non ricevono il nuovo taglio Irpef, i lavoratori con stipendi intorno ai 1.700 euro netti mensili continuano a ottenere un alleggerimento del carico fiscale attraverso strumenti già attivi.




