Entro il 10 aprile 2026 le famiglie devono versare i contributi per colf, badanti e baby sitter relativi ai mesi di gennaio, febbraio e marzo. La novità più importante riguarda le modalità di pagamento: da quest’anno spariscono quasi del tutto i bollettini cartacei e tutto passa al digitale. Allo stesso tempo aumentano anche i costi complessivi del lavoro domestico.
Addio bollettini e pagamento digitale: la procedura passo passo
Dal 2026 l’INPS non invia più i bollettini a casa per chi ha meno di 76 anni. L’ente previdenziale ha ancora avviato una campagna informativa per le famiglie. Questo significa che il datore di lavoro deve attivarsi in autonomia.
Per pagare correttamente serve:
- codice rapporto di lavoro domestico
- accesso con SPID, CIE o CNS
I canali disponibili sono:
- portale INPS (sezione lavoratori domestici)
- app IO o INPS Mobile
- circuito pagoPA (anche tramite home banking CBILL, tabaccherie o poste)
La procedura è semplice ma va seguita con attenzione:
- accedere al servizio INPS
- verificare i trimestri dovuti
- generare l’avviso pagoPA
- effettuare il pagamento
Un errore frequente è inserire dati errati o pagare il trimestre sbagliato: questo può creare scoperture contributive difficili da correggere. Oppure dimenticare la scadenza.
Scadenze e errori da evitare
La prima scadenza è il 10 aprile 2026. Questa scadenza vale per tutti, senza alcuna distinzione di età. Quindi:
- Over 76 anni → devono comunque pagare entro il 10 aprile (possono ancora ricevere il bollettino cartaceo nel 2026);
- Under 76 anni → devono pagare entro il 10 aprile (solo modalità digitale).
Le successive saranno:
- 10 luglio
- 10 ottobre
- 10 gennaio
Attenzione agli errori più comuni a cui le famiglie devono fare attenzione sono:
- dimenticare la scadenza trimestrale
- pagare in ritardo pensando ci sia tolleranza
- non aggiornare le ore lavorate (e quindi versare meno contributi)
- non conservare la ricevuta pagoPA
Anche pochi giorni di ritardo fanno scattare interessi e sanzioni.
Quanto costa nel 2026: aumenti fino a 1.000 euro l’anno
Il 2026 porta anche un aumento dei costi legato al rinnovo del CCNL.
I numeri principali da ricordare per chi gestisce un lavoro domestico o intende avviarlo:
- paga minima: circa 7,46 euro l’ora (parliamo del minimo del ccnl e non del contratto individuale)
- aumento contributi: +1,4%
- impatto mensile: circa 83 euro in più
- impatto annuale: fino a 1.000 euro per famiglia
Gli aumenti continueranno con nuovi scatti fino al 2028.
Sanzioni, rischi e agevolazioni disponibili
Il mancato pagamento comporta sanzioni calcolate sul tasso BCE più una maggiorazione. Nei casi più gravi si rischiano vertenze e richieste di arretrati.
Inoltre, senza contributi regolari:
- si perde la copertura in caso di infortunio
- il lavoratore può richiedere il risarcimento
Per ridurre l’impatto economico restano alcune agevolazioni:
- deduzione IRPEF fino a 1.549,37 euro
- aiuti per assistenza a non autosufficienti
- bonus locali comunali
Chi paga in ritardo può usare il ravvedimento operoso entro 120 giorni, riducendo le sanzioni.




