Metalmeccanici PMI: l’Accordo sugli Aumenti Salariali Slitta al 2027

La trattativa per il rinnovo del CCNL Confimi Meccanica è ripartita il 17 aprile a Verona, ma il quadro che emerge è quello di un percorso lento, con circa 37.000 lavoratori ancora fermi a un contratto scaduto il 30 giugno 2023. Al tavolo erano presenti la delegazione datoriale guidata dal presidente Lorenzin e quella della Fim Cisl con il segretario nazionale Nobis.

Fin dall’apertura, le parti hanno richiamato l’accordo economico siglato a fine novembre 2025, che ha previsto un acconto di circa 100 euro per il biennio 2025-2026, comprensivo dell’adeguamento IPCA e accompagnato da una clausola di salvaguardia contro l’inflazione. Tuttavia, questo intervento non ha risolto il nodo principale: l’assenza di un rinnovo complessivo del contratto.

Aumenti anticipati, ma il rinnovo slitta al 2027

Ed è proprio su questo punto che emergono le maggiori criticità. L’obiettivo indicato dalle parti è quello di arrivare a un accordo entro il 2027, per coprire il periodo 1° luglio 2024 – 30 giugno 2027. Così si legge sul comunicato sindacale.

Una prospettiva che, nei fatti, porterebbe a chiudere il rinnovo con ben tre anni di ritardo rispetto alla scadenza naturale del contratto. Gli aumenti economici già riconosciuti nel 2025 rappresentano quindi solo un anticipo, mentre resta aperta una lunga fase di vacanza contrattuale, con un CCNL ancora fermo alle regole del 2023.

Questo ritardo pesa sia sul piano salariale sia su quello normativo, in un contesto in cui il mercato del lavoro e l’organizzazione industriale stanno cambiando rapidamente.

I temi aperti: inquadramento, welfare e malattia

Nel merito, le parti hanno aggiornato la piattaforma rivendicativa e individuato i principali temi da affrontare nei prossimi incontri. Tra questi spiccano la riforma dell’inquadramento professionale, il rafforzamento del welfare con l’adeguamento dei flexible benefit e la revisione della disciplina della malattia, con attenzione ai lavoratori con disabilità certificata.

Sul tavolo anche sicurezza, contratti flessibili e congedi parentali. Questioni rilevanti, ma che restano ancora nella fase di confronto preliminare.

Trattativa a metà: UILM fuori, FIOM su altro contratto

A rendere più complesso il quadro è anche la spaccatura sindacale. Il negoziato è portato avanti dalla Fim Cisl, mentre la Uilm si è sfilata nel corso del 2025.

Una scelta in linea con la posizione della Fiom-Cgil, che insieme alla Uilm riconosce come riferimento per le PMI metalmeccaniche il CCNL Unionmeccanica-Confapi.

La trattativa proseguirà il 22 e 29 maggio, ma al momento il rischio è quello di tempi lunghi, con i lavoratori che continuano ad attendere un contratto aggiornato.