Il rinnovo del contratto collettivo nazionale delle Funzioni Centrali 2025–2027 entra nel vivo del confronto tra sindacati e ARAN. In questo contesto, la posizione della UILPA è netta: le risorse già disponibili devono tradursi immediatamente in aumenti visibili in busta paga. Una richiesta che si inserisce in un quadro economico segnato dall’inflazione e dal calo del potere d’acquisto, ma anche alla luce di precedenti rinnovi – come quello della scuola – dove la parte economica è già stata definita.
Aumenti subito: la priorità assoluta
Per la UILPA non ci sono margini di rinvio: gli incrementi salariali devono essere erogati immediatamente. Le risorse per il 2025, 2026 e 2027 sono già stanziate e, secondo il sindacato, vanno trasferite direttamente negli stipendi tabellari, evitando qualsiasi dispersione. L’obiettivo è garantire benefici concreti e immediati per i lavoratori pubblici.
Il precedente della scuola
Un elemento chiave del ragionamento UIL è il confronto con altri comparti del pubblico impiego. Nel settore dell’istruzione, infatti, la parte economica del contratto è già stata firmata, dimostrando che è possibile procedere rapidamente sugli aumenti. Questo rafforza la richiesta di accelerare anche per le Funzioni Centrali, evitando ulteriori ritardi.
La pressione inflattiva continua a incidere sui redditi dei lavoratori. La UILPA evidenzia come, senza aumenti immediati, il divario tra salari e costo della vita sia destinato ad ampliarsi ulteriormente. Da qui la necessità di intervenire subito e con misure efficaci.
Oltre agli aumenti, la UILPA propone una clausola di salvaguardia che consenta di riaprire il negoziato in caso di inflazione elevata. A questo si affianca la richiesta di interventi fiscali per rendere gli aumenti più consistenti sul netto, evitando che vengano assorbiti dalla tassazione.
Prima l’economia, poi le regole
Sul piano contrattuale, la UILPA mantiene una linea chiara: prima va chiusa la parte economica, poi si potrà completare quella normativa. Tra i temi sul tavolo restano il miglioramento dei diritti su ferie e riposi, un ordinamento professionale più equo e la regolamentazione dell’uso dell’intelligenza artificiale nel lavoro pubblico.
Prospetto riassuntivo





