Dopo mesi di attesa arriva una svolta per migliaia di dirigenti e presidi scolastici italiani. È stata infatti firmata l’intesa sul nuovo contratto nazionale che porta aumenti in busta paga, arretrati consistenti e novità economiche attese da tempo.
L’accordo chiude ufficialmente la stagione dei rinnovi contrattuali del triennio 2022-2024 e coinvolge il mondo della scuola, dell’università e della ricerca.
Firmato il CCNL Area Istruzione e Ricerca: riguarda presidi e dirigenti
Il nuovo contratto collettivo nazionale riguarda l’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024. Sono coinvolti circa 8.000 dirigenti scolastici, quindi soprattutto presidi e figure dirigenziali delle scuole italiane, oltre a circa 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca.
La firma è arrivata lunedì 11 maggio all’Aran con il via libera di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, chiudendo così l’ultima trattativa ancora aperta relativa alla precedente tornata contrattuale.
Aumenti in busta paga: fino a 500 euro in più al mese
Il rinnovo porta aumenti economici importanti soprattutto per i dirigenti scolastici. Nel dettaglio:
- Per i presidi è previsto un incremento medio di circa 500 euro lordi al mese per 13 mensilità, pari a un aumento dell’8,48%.
- Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, invece, l’aumento medio sarà di circa 503 euro lordi mensili, sempre su 13 mensilità, con una crescita complessiva del 6%.
Gli incrementi sono stati possibili anche grazie alle risorse aggiuntive stanziate nelle ultime leggi di bilancio.
Arretrati fino a circa 6.000 euro per presidi e dirigenti
Oltre agli aumenti sugli stipendi futuri, il contratto prevede anche il pagamento degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2024.
Secondo le stime diffuse dopo la firma si tratta di:
- circa 5.800 euro per i presidi scolastici,
- circa 6.000 euro per i dirigenti di università ed enti di ricerca.
Le somme saranno corrisposte con le prossime emissioni stipendiali dopo i tempi tecnici necessari all’applicazione del nuovo contratto.
Perché questo contratto è importante per le scuole
Il rinnovo del CCNL era atteso da tempo dai dirigenti scolastici, che negli ultimi anni avevano più volte chiesto un adeguamento economico legato all’aumento delle responsabilità e al peso crescente della gestione amministrativa delle scuole.
Con il nuovo accordo arrivano quindi aumenti strutturali sugli stipendi e risorse aggiuntive che puntano a rafforzare il ruolo dei presidi all’interno del sistema scolastico italiano.
La firma rappresenta inoltre un segnale importante anche per il prossimo ciclo di rinnovi contrattuali della pubblica amministrazione.
Valditara: “La stagione dei blocchi contrattuali è chiusa”
Soddisfatto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha parlato di un passo importante per valorizzare il ruolo dei dirigenti scolastici.
“Con la firma odierna prosegue il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo voluto accelerare i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. Il nostro lavoro non si ferma qui: la stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Confermiamo fin da ora la volontà di avviare nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando così piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale“.




