Assegno Unico, Nuovi Importi a Maggio: Perché INPS Può Togliere Fino a 100 Euro

In queste ore sul Fascicolo Previdenziale stanno comparendo nuove date di accredito dell’Assegno Unico di maggio e, insieme, anche gli importi. Qualcuno ha notato anche tagli improvvisi, in alcuni casi vicini ai 100 euro. Non sempre però si tratta di errori: spesso l’importo dell’Assegno Unico cambia in modo graduale in base all’età dei figli, alla composizione del nucleo familiare e alla fine di alcune maggiorazioni temporanee.

Ma andiamo con ordine.

Assegno Unico, seconda data comparsa sul fascicolo previdenziale

Le disposizioni di pagamento dell’Assegno Unico relative alla mensilità di maggio stanno comparendo nel fascicolo previdenziale dei beneficiari. Qualche giorno fa è uscita la data del 20 maggio, ora sta comparendo quella del 21 maggio:

assegno unico maggio
Screenshot

Si tratta, in entrambi i casi, di appuntamenti già previsti dal calendario ufficiale dei pagamenti INPS. Ciò a dimostrazione che questo mese, quasi in via eccezionale, non ci sono stati anticipi e i pagamenti arrivano davvero nelle date indicate dall’Istituto Previdenziale, senza sorprese.

Queste date interessano in particolare chi riceve l’assegno senza variazioni della domanda o dell’ISEE. Diverso invece il caso di chi ha presentato modifiche recenti, aggiornamenti dell’ISEE oppure si trova in fase di conguaglio: in questi casi, infatti, INPS impiega un po’ più tempo per calcolare i nuovi importi, con la conseguente possibilità che i pagamenti slittino di qualche giorno.

Perché alcuni hanno trovato circa 100 euro in meno

Tra le segnalazioni più frequenti ci sono riduzioni dell’importo mensile, anche consistenti. In diversi casi il taglio dipende dalla fine della maggiorazione riconosciuta per i figli sotto un anno di età.

Questa maggiorazione aumenta l’importo dell’Assegno Unico durante il primo anno di vita del bambino. Una volta terminato questo periodo, INPS ricalcola automaticamente la cifra eliminando quella quota aggiuntiva. Il risultato può essere una riduzione anche vicina ai 100 euro complessivi, soprattutto nei nuclei con più maggiorazioni attive.

Rimane comunque la maggiorazione prevista fino ai 3 anni per i nuclei con tre o più figli e ISEE fino alla soglia massima rivalutata annualmente (46.582,71 euro per l’anno 2026). Terminato anche questo periodo, l’importo viene nuovamente ridotto e resta soltanto l’assegno ordinario spettante.

I tagli all’Assegno Unico sono graduali

Le diminuzioni dell’Assegno Unico non arrivano sempre all’improvviso. Nella maggior parte dei casi sono legate a cambiamenti normali della situazione familiare.

L’importo può infatti modificarsi gradualmente quando:

  • il figlio cresce e cambia fascia d’età,
  • terminano specifiche maggiorazioni,
  • varia l’ISEE,
  • cambia la composizione del nucleo familiare,
  • vengono meno alcune condizioni particolari previste dalla normativa.

Per questo motivo due mesi consecutivi possono avere importi differenti anche senza nuovi controlli o blocchi da parte di INPS.

Cosa succede all’Assegno Unico quando un figlio compie 18 anni

Un altro momento in cui molte famiglie notano una riduzione dell’Assegno unico è il compimento dei 18 anni del figlio.

Per i maggiorenni, infatti, l’importo mensile riconosciuto è più basso rispetto a quello previsto per i minorenni. Inoltre l’assegno continua a essere pagato solo in presenza di determinate condizioni, ad esempio se il ragazzo:

  • frequenta un corso di studi o formazione;
  • svolge un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito basso;
  • è registrato come disoccupato in cerca di lavoro;
  • partecipa al servizio civile universale.

Se queste condizioni non sussistono, INPS può interrompere il pagamento relativo al figlio maggiorenne.

Anche le maggiorazioni possono sparire

Una parte importante dell’importo dell’Assegno unico è composta dalle maggiorazioni. Si tratta di somme aggiuntive riconosciute in situazioni specifiche. Ad esempio esistono maggiorazioni per:

Quando vengono meno i requisiti richiesti, INPS elimina la quota aggiuntiva. Questo porta a importi più bassi rispetto ai mesi precedenti.

Perché conviene controllare sempre il dettaglio del pagamento

Per capire il motivo preciso di un aumento o di una riduzione dell’Assegno unico è importante controllare il dettaglio della mensilità nel fascicolo previdenziale. Nel prospetto, l’INPS indica infatti la quota base dell’assegno, eventuali maggiorazioni applicate, somme rimosse, conguagli, arretrati o recuperi.

Come visto, in molti casi il taglio non dipende da errori, ma semplicemente dal ricalcolo automatico delle somme spettanti in base alla situazione aggiornata della famiglia.