Carta di Inclusione, Quali Spese per l’Auto Si Possono Pagare e Quali Sono Vietate?

Molte famiglie che ricevono l’Assegno di Inclusione si chiedono se la Carta ADI possa essere utilizzata anche per sostenere le spese dell’auto. Il dubbio riguarda soprattutto benzina, revisione, bollo e assicurazione. Le regole fissate dal Ministero del Lavoro chiariscono che alcune spese sono consentite, mentre altre restano vietate perché considerate servizi assicurativi o finanziari.

Benzina, officina e revisione: cosa si può pagare

Con la Carta di Inclusione è possibile sostenere diverse spese legate all’utilizzo quotidiano dell’auto. Tra quelle normalmente consentite rientrano:

  • carburante;
  • manutenzione ordinaria;
  • officina meccanica;
  • pneumatici (il gommista);
  • pezzi di ricambio;
  • parcheggi (strisce blu, garage, autorimesse);
  • pedaggi autostradali;
  • revisione auto.

La revisione, infatti, non compare nell’elenco delle spese vietate dal Ministero del Lavoro. Per questo motivo molti centri revisione e officine accettano regolarmente i pagamenti tramite Carta ADI.

Anche il bollo auto, pur non essendo citato espressamente nelle istruzioni ufficiali, viene spesso pagato senza problemi se il POS dell’esercente o del punto pagamento non applica blocchi automatici.

Le spese vietate con la Carta ADI

Esistono però alcune limitazioni precise. Il Ministero del Lavoro vieta infatti l’utilizzo della Carta ADI per:

  • servizi assicurativi;
  • servizi finanziari e creditizi;
  • acquisto di beni di lusso;
  • giochi e scommesse.

Questo significa che non possono essere pagati:

  • assicurazione RCA;
  • rate del finanziamento auto;
  • leasing;
  • noleggio a lungo termine.

Il divieto riguarda soprattutto le spese considerate finanziarie o assicurative.

Attenzione ai blocchi automatici del POS

Anche quando una spesa è teoricamente consentita, il pagamento potrebbe non andare a buon fine. La Carta ADI utilizza infatti codici merceologici automatici che possono bloccare alcune operazioni.

Per questo motivo può capitare che:

  • un’officina accetti il pagamento;
  • un’altra lo rifiuti;
  • il bollo venga pagato in un punto autorizzato ma non in un altro.

Le limitazioni dipendono spesso dal circuito elettronico utilizzato dal POS.