Proseguono i disservizi e disagi per i dipendenti dei comparti pubblici. Secondo quanto emerge negli ultimi giorni, non tutti i dipendenti della Polizia di Stato hanno ricevuto correttamente gli arretrati legati agli ultimi rinnovi del contratto. A denunciarlo è l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia (ANFP), che ha scritto al Dipartimento della Pubblica Sicurezza chiedendo di intervenire rapidamente per risolvere gli errori ancora presenti nei pagamenti.
La questione riguarda gli arretrati maturati con i rinnovi del contratto del comparto sicurezza relativi ai periodi 2018-2020 e 2021-2023. Si tratta quindi di somme accumulate nell’arco di circa sei anni e che molti lavoratori aspettavano da tempo.
Errori nei pagamenti degli arretrati
Secondo quanto riferisce l’ANFP, continuano ad arrivare segnalazioni da parte di funzionari e dirigenti della Polizia di Stato che non hanno ricevuto tutte le somme spettanti oppure hanno riscontrato errori nei conteggi.
Gli arretrati sono stati pagati con lo stipendio di marzo 2026, ma per molti dipendenti la situazione non è stata ancora sistemata. In alcuni casi mancano quote degli importi dovuti, mentre in altri sarebbero stati effettuati calcoli errati che hanno ridotto le somme accreditate.
Cresce il malcontento tra il personale
A più di tre mesi dai pagamenti, numerose posizioni risultano ancora da verificare e correggere. Una situazione che, secondo il sindacato, sta creando sempre più malcontento tra il personale interessato.
Molti lavoratori attendono infatti di ricevere quanto spetta loro in base agli accordi contrattuali recepiti dai decreti emanati alla fine del 2025.
La richiesta del sindacato
Per questo motivo l’ANFP ha chiesto – con formale lettera – agli uffici competenti di accelerare le verifiche e di chiudere nel più breve tempo possibile tutte le pratiche ancora aperte.
L’obiettivo è garantire il pagamento completo degli arretrati a tutti gli aventi diritto e correggere gli eventuali errori presenti nelle liquidazioni già effettuate. Il sindacato attende ora una risposta ufficiale dall’Amministrazione e chiarimenti sui tempi necessari per completare le regolarizzazioni.




