Mancano pochi giorni a una data che può fare la differenza per migliaia di famiglie. Chi non ha ancora aggiornato la propria situazione ISEE rischia infatti di perdere somme che spettano di diritto e che, in alcuni casi, possono arrivare a diverse centinaia di euro. Il problema è che molti genitori continuano a ricevere l’Assegno Unico senza sapere che il tempo per recuperare gli importi arretrati sta per scadere.
Vediamo cosa bisogna fare entro il 30 giugno e perché conviene non aspettare gli ultimi giorni.
Perché il 30 giugno è una data importante per l’Assegno Unico
L’Assegno Unico viene calcolato sulla base dell’ISEE del nucleo familiare. Quando l’ISEE non viene presentato o non risulta aggiornato, l’INPS continua comunque a erogare la prestazione, ma applica l’importo minimo previsto dalla normativa.
Questo significa che molte famiglie potrebbero ricevere mensilmente una somma inferiore rispetto a quella realmente spettante solo perché non hanno aggiornato l’indicatore della situazione economica.
Per evitare questa situazione, la legge concede alcuni mesi di tempo per presentare l’ISEE e ottenere il ricalcolo corretto degli importi. La scadenza da rispettare è il 30 giugno.
Chi presenta l’ISEE entro il 30 giugno riceve gli arretrati da marzo
Le famiglie che trasmettono un ISEE valido entro il 30 giugno hanno diritto a un vantaggio molto importante. L’INPS ricalcola infatti l’importo dell’Assegno Unico spettante sulla base della situazione economica effettiva e riconosce anche tutti gli arretrati maturati a partire da marzo.
In pratica, se nei mesi precedenti è stato erogato l’importo minimo ma l’ISEE avrebbe dato diritto a una cifra più elevata, la differenza viene recuperata attraverso un pagamento successivo.
Si tratta di somme che possono diventare particolarmente consistenti per le famiglie con più figli o con un ISEE basso. Prendiamo per esempio una famiglia che ha un ISEE di 20.000 euro ma che ancora non lo ha presentato: per il figlio minorenne avrebbe diritto a 191 euro mensili, ma ne prende solo 58,30. La differenza è pari a 132,70 euro. Presentando l’ISEE entro il 30 giugno, questi soldi possono essere recuperati per tutti i mesi in cui non sono stati erogati. Altrimenti no.
Cosa succede se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno
La situazione cambia radicalmente per chi aggiorna l’ISEE dal 1° luglio in poi. In questo caso l’INPS ricalcolerà l’Assegno Unico in base alla nuova attestazione a partire dal mese successivo a quello di presentazione dell’ISEE.
Tuttavia, non verranno corrisposti gli arretrati maturati da marzo fino al momento della presentazione dell’ISEE. Questo significa che le differenze non recuperate andranno definitivamente perse.
Assegno Unico senza ISEE: si perdono centinaia di euro
Molte famiglie sottovalutano l’importanza di questa scadenza perché continuano comunque a ricevere l’Assegno Unico ogni mese. Il problema è che senza un ISEE aggiornato l’importo erogato è quello minimo previsto dalla legge, e non quello adeguato alla propria condizione economica.
La differenza rispetto all’importo effettivamente spettante può essere significativa, soprattutto nei nuclei familiari con:
- più figli a carico;
- figli piccoli;
- figli con disabilità;
- ISEE particolarmente basso.
In questi casi gli arretrati accumulati tra marzo e giugno possono raggiungere diverse centinaia di euro.
Perché conviene non aspettare gli ultimi giorni
Ogni anno molti cittadini si riducono all’ultimo momento per aggiornare l’ISEE, con il rischio di rallentamenti, errori o documentazione incompleta.
Presentare la pratica con qualche giorno di anticipo permette invece di verificare eventuali problemi e correggerli prima della scadenza.
Per chi percepisce l’Assegno Unico, il 30 giugno rappresenta quindi una data da segnare sul calendario: superato quel termine, gli importi futuri saranno sì adeguati all’ISEE corretto, ma gli arretrati accumulati da marzo non potranno più essere recuperati.




