Metalmeccanici, a Giugno C’è Chi Prende 50 Euro di Aumento [NUOVE TABELLE]

Con la busta paga di giugno 2026 entrano in vigore i nuovi minimi retributivi previsti dai rinnovi dei contratti nazionali dei metalmeccanici. Gli aumenti, però, non saranno uguali per tutti. Per più di un milione e mezzo di lavoratori l’incremento medio sarà di 53,17 euro lordi al mese, mentre altri – circa 400mila lavoratori – riceveranno mediamente 50 euro. La differenza non dipende dal livello professionale o dall’anzianità di servizio, ma dal contratto collettivo applicato dall’azienda.

A chi spettano i 53,17 euro

L’aumento più elevato riguarda i dipendenti delle aziende che applicano il CCNL Federmeccanica-Assistal, rinnovato il 22 novembre 2025.

Per il livello C3, utilizzato come riferimento per gli incrementi economici, il minimo tabellare aumenta di 53,17 euro lordi mensili a partire dal 1° giugno 2026.

L’importo tiene conto di quanto previsto dal nuovo contratto nazionale, che ha riconosciuto aumenti economici superiori rispetto a quelli che sarebbero derivati dalla sola rivalutazione legata all’inflazione (indice IPCA NEI).

Chi riceverà invece 50 euro

L’aumento di 50 euro lordi mensili interessa invece i lavoratori delle imprese che applicano il CCNL Unionmeccanica-Confapi, il contratto destinato alle piccole e medie aziende del settore metalmeccanico aderenti a Confapi.

In questo caso il riferimento è il 5° livello e l’incremento è stato definito con il rinnovo contrattuale sottoscritto il 4 giugno 2026, successivamente ratificato in un verbale d’intesa siglato il 17 giugno tra Unionmeccanica-Confapi e Fim, Fiom e Uilm. Di seguito la tabella con tutti gli importi per ogni diverso livello di inquadramento:

Ricordiamo che nel comparto delle PMI i livelli di inquadramento sono rimasti quelli “tradizionali” mentre nell’industria afferente a Federmeccanica i livelli sono cambiati circa 5 anni fa (accordo di rinnovo 5 febbraio 2021).

Aumenti più alti rispetto all’inflazione

Entrambi gli incrementi risultano superiori rispetto a quelli che sarebbero stati determinati esclusivamente dall’IPCA al netto dei beni energetici importati. La clausola di garanzia prevista dai ccnl per quest’anno non ha svolto la sua “originaria” funzione: l’indice inflattivo è più basso dell’aumento concordato tra le rappresentanze delle aziende e i tre sindacati metalmeccanici.

L’Istat ha infatti certificato per il 2025 un valore dell’1,9%, ma i rinnovi contrattuali hanno previsto aumenti più consistenti, garantendo un recupero economico maggiore rispetto a quello che sarebbe derivato dalla sola applicazione dell’indice inflazionistico.

Per questo motivo, nelle buste paga di giugno i lavoratori dovranno fare riferimento al contratto nazionale applicato dalla propria azienda per conoscere l’importo corretto dell’incremento spettante. Chi è assunto con il CCNL Federmeccanica-Assistal vedrà un aumento di 53,17 euro al livello C3, mentre chi rientra nel contratto Unionmeccanica-Confapi riceverà 50 euro al 5° livello.