Metalmeccanici, allarme Postura in Piedi: Saldatori, Elettricisti, Tagliatori e Addetti alle Linee tra i Più Esposti

Restare in piedi per molte ore durante il turno di lavoro non rappresenta soltanto una condizione di affaticamento, ma può trasformarsi in un vero fattore di rischio per la salute. A richiamare l’attenzione è una pubblicazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, uscita il 2 luglio 2026, dedicata agli effetti della postura eretta prolungata, che interessa da vicino numerose attività svolte nelle aziende metalmeccaniche.

Tra le figure maggiormente esposte vengono indicati saldatori, tagliatori, ingegneri impegnati nelle attività produttive, elettricisti, addetti alle catene di montaggio e utilizzatori di macchine. Si tratta di lavoratori che, per esigenze operative, trascorrono spesso gran parte della giornata in piedi, mantenendo posture statiche o effettuando movimenti ripetitivi.

I rischi per chi lavora molte ore in piedi

Secondo il documento, la permanenza prolungata in posizione eretta aumenta il carico su colonna vertebrale, anche, ginocchia, caviglie e piedi. Inoltre, riduce l’efficienza della circolazione sanguigna negli arti inferiori, favorendo gonfiore, affaticamento, vene varicose e altri disturbi venosi.

Nel comparto metalmeccanico questi rischi possono sommarsi ad altri fattori, come l’utilizzo di utensili pesanti, la movimentazione manuale dei materiali, le torsioni del busto e le vibrazioni trasmesse dalle macchine. Il risultato è un maggiore rischio di sviluppare patologie muscolo-scheletriche, una delle principali cause di assenza dal lavoro.

Le misure per ridurre il sovraccarico

L’Ispettorato evidenzia che la prevenzione deve partire dalla progettazione ergonomica delle postazioni di lavoro. Quando possibile, è opportuno consentire ai lavoratori di alternare la posizione seduta e quella in piedi, evitando che la postura rimanga immutata per l’intero turno.

Tra gli interventi consigliati rientrano l’impiego di piani di lavoro regolabili in altezza, tappeti antifatica nelle postazioni fisse, spazio sufficiente per consentire piccoli spostamenti e cambi di postura, oltre alla rotazione delle mansioni per limitare l’esposizione continua allo stesso tipo di carico fisico.

Anche pause regolari e una corretta organizzazione del lavoro contribuiscono a ridurre l’affaticamento muscolare e il rischio di disturbi cronici.

Gli obblighi delle aziende

Le indicazioni contenute nella pubblicazione richiamano gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il datore di lavoro deve valutare anche i rischi derivanti dalle posture prolungate e adottare le misure necessarie per eliminarli o ridurli.

Per le aziende metalmeccaniche ciò significa verificare l’ergonomia delle postazioni occupate da saldatori, tagliatori, ingegneri operativi, elettricisti, addetti alle catene di montaggio e utilizzatori di macchine, programmare pause e rotazioni delle attività, fornire attrezzature adeguate e informare i lavoratori sui comportamenti utili a prevenire il sovraccarico fisico.

L’obiettivo è limitare l’insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici e migliorare la salute e la sicurezza di chi trascorre ogni giorno molte ore in piedi durante l’attività lavorativa.