Rinnovo Assegno di Inclusione, Attenzione al PAD: Quando Va Rifatto e Quando No

Assegno di inclusione

Chi presenta la domanda di rinnovo dell’Assegno di Inclusione deve prestare particolare attenzione al PAD, il Patto di Attivazione Digitale. Non tutti, però, devono sottoscriverlo nuovamente. Le regole distinguono infatti tra famiglie la cui composizione è rimasta identica e nuclei nei quali sono intervenute variazioni.

È un passaggio importante perché, nei casi in cui un nuovo PAD è necessario, la sua sottoscrizione può incidere direttamente sulla decorrenza dell’ADI rinnovato. Le indicazioni sono state chiarite dal Ministero del Lavoro e dall’INPS.

Nucleo invariato, il PAD non deve essere rifatto

La semplificazione principale riguarda chi presenta il rinnovo con lo stesso nucleo familiare della precedente domanda. In questo caso non è necessario effettuare una nuova iscrizione al SIISL e soprattutto non è obbligatorio sottoscrivere un nuovo PAD nucleo.

Ai fini della decorrenza, la data del PAD viene fatta coincidere convenzionalmente con quella di presentazione della domanda di rinnovo.

C’è una precisazione importante: il nucleo viene considerato invariato anche quando le uniche modifiche intervenute sono nascite o decessi. La stessa regola vale se la nuova domanda viene presentata da un componente diverso rispetto al precedente richiedente, purché i componenti del nucleo rimangano gli stessi.

Se una famiglia invariata sottoscrive comunque un nuovo PAD, questo viene considerato semplicemente un aggiornamento di quello precedente.

Se cambia la famiglia serve un nuovo PAD

La situazione cambia radicalmente quando è variata la composizione del nucleo. In questo caso è prevista la sottoscrizione sul SIISL di un nuovo PAD riferito alla nuova famiglia.

Non si tratta di una formalità da trascurare. L’INPS ha fornito anche un esempio concreto: se dopo l’ultima mensilità viene presentata la domanda di rinnovo a febbraio, ma per un nucleo variato il nuovo PAD viene sottoscritto il 10 marzo, il beneficio rinnovato decorre da marzo.

È quindi particolarmente importante verificare se, dopo la presentazione della domanda, il sistema richieda questo adempimento.

Attenzione anche ai Servizi Sociali

Il rinnovo fa inoltre ripartire un’altra scadenza importante. Tutti i nuclei beneficiari devono incontrare i Servizi Sociali entro 120 giorni, compresi quelli che nel precedente periodo ADI erano stati esonerati da determinati obblighi.

Per le famiglie rimaste invariate, il termine viene calcolato convenzionalmente dalla data della domanda di rinnovo; per quelle variate, invece, dalla sottoscrizione del nuovo PAD.

Dal 2026, infine, non esiste più il mese obbligatorio di sospensione tra un ciclo ADI e il successivo. Il rinnovo può essere richiesto dal mese successivo all’ultimo pagamento, ma la prima mensilità del nuovo ciclo di 12 mesi viene riconosciuta al 50% dell’importo spettante.

Dove si fa il nuovo PAD e cosa serve

Il nuovo PAD del nucleo si sottoscrive online sulla piattaforma SIISL, dopo aver presentato la domanda di rinnovo dell’Assegno di Inclusione. Per accedere servono SPID oppure Carta d’Identità Elettronica (CIE). Durante la procedura il richiedente verifica i propri dati, quelli dei componenti della famiglia e i recapiti utilizzati per le comunicazioni. Chi ha difficoltà può rivolgersi gratuitamente a CAF o Patronati, che possono fornire assistenza anche per la registrazione al SIISL e la sottoscrizione del PAD.