Una colf o una badante già pensionata può tornare a lavorare e continuare a versare contributi. In presenza dei requisiti INPS, questi nuovi versamenti possono servire per ottenere un supplemento di pensione e aumentare l’assegno.
La regola non vale però per tutte le prestazioni: prima di iniziare un nuovo rapporto bisogna verificare quale pensione si percepisce.
Dopo la pensione si può tornare a lavorare
Chi percepisce una normale pensione di vecchiaia può, in via generale, cumulare pensione e reddito da lavoro.
Chi raggiunge la pensione deve però prima chiudere il rapporto di lavoro dipendente in corso. Una volta iniziata la pensione, può tornare a lavorare ed essere assunta di nuovo come colf o badante.
Il nuovo rapporto genera altra contribuzione INPS.
I nuovi contributi possono aumentare la pensione
I contributi versati dopo il pensionamento non aumentano automaticamente l’assegno.
Il pensionato può però chiedere all’INPS il supplemento di pensione, calcolato sulla nuova contribuzione maturata dopo la decorrenza della pensione.
In via ordinaria, la domanda può arrivare dopo 5 anni dalla pensione o dal precedente supplemento. In determinate condizioni l’INPS consente la richiesta anche dopo 2 anni.
L’importo dell’aumento cambia in base ai contributi effettivamente accumulati.
Attenzione al tipo di pensione
Non tutte le prestazioni consentono di lavorare senza limiti.
L’INPS prevede specifiche incompatibilità o limitazioni per alcune pensioni di invalidità e per particolari forme di pensionamento anticipato.
Per Quota 100, Quota 102 e pensione anticipata flessibile, fino all’età prevista per la pensione di vecchiaia opera il divieto di cumulo con i redditi da lavoro, salvo il lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi annui.
Un normale rapporto come colf o badante rientra invece nel lavoro dipendente.
Cosa controllare chi torna a lavorare
Una colf o badante già pensionata deve quindi verificare prima di tutto se il proprio trattamento consente il cumulo con un nuovo reddito da lavoro.
Se non esistono incompatibilità, il nuovo rapporto genera altri contributi. Al raggiungimento dei requisiti, questi versamenti possono consentire di chiedere all’INPS un supplemento e aumentare la pensione.




