Rinnovo CCNL, 393 Euro in Più in Busta Paga: Firma Entro Ottobre per Dirigenti Medici, Sanitari e Veterinari

Il contratto dei dirigenti della sanità entra in una fase decisiva. Dopo la pausa estiva, mercoledì 9 settembre alle ore 11 riparte all’Aran il confronto tra rappresentanza pubblica e sindacati per il rinnovo del CCNL dell’Area Sanità 2025-2027. Sul tavolo ci sono aumenti economici, indennità, incarichi, orario di lavoro e nuove regole legate anche all’intelligenza artificiale.

L’obiettivo è arrivare alla chiusura del contratto entro ottobre, ma prima bisognerà sciogliere alcuni nodi che hanno già rallentato la trattativa. Il principale riguarda le risorse per le indennità di specificità, sulle quali sindacati e Aran hanno chiesto un chiarimento al Ministero dell’Economia.

Contratto sanità 2025-2027, a quanto ammontano gli aumenti

Il rinnovo riguarda l’Area Sanità, che comprende dirigenti medici, veterinari, odontoiatri, sanitari e delle professioni sanitarie. L’atto di indirizzo considera una platea di 137.871 dirigenti e prevede per il rinnovo risorse pari a 322,71 milioni di euro per il 2025, 645,43 milioni per il 2026 e 968,14 milioni di euro a regime dal 2027.

Le risorse corrispondono a un incremento del 5,4% del monte salari preso a riferimento per il rinnovo. Si tratta quindi della percentuale complessiva sulla massa salariale e non di un aumento identico per ogni singolo dirigente. 

Sul piano delle buste paga, la stima emersa al tavolo indica un incremento medio a regime di circa 393 euro lordi al mese per 13 mensilità. Di questi, circa 230 euro mensili sarebbero destinati all’aumento dello stipendio tabellare, mentre la restante parte deriva dalla distribuzione delle altre risorse contrattuali. Non si tratta quindi dell’aumento effettivo che riceverà ogni dirigente, ma di una media.

Considerando 13 mensilità, la stima di 393 euro equivale a circa 5.109 euro lordi annui in più.

Il nodo dei 55 milioni sulle indennità

La parte economica resta però condizionata da una questione ancora aperta.

Il problema riguarda le risorse destinate alle indennità di specificità medica e sanitaria. I sindacati hanno contestato l’interpretazione delle risorse disponibili e hanno chiesto un chiarimento al Ministero dell’Economia. In particolare, secondo le organizzazioni sindacali, nella proposta economica mancherebbero circa 50 milioni di euro per i medici e 5,5 milioni per i sanitari, per un totale di 55 milioni.

La questione è delicata perché le risorse sono state finanziate da diverse disposizioni legislative e devono essere coordinate con quanto già previsto dal precedente contratto.

L’atto di indirizzo aggiornato precisa infatti che dal 2026 sono disponibili 412 milioni di euro annui per l’incremento dell’indennità di specificità medico-veterinaria e 13,5 milioni di euro annui per l’indennità di specificità sanitaria dei dirigenti non medici. Lo stesso documento chiarisce però che tali importi comprendono anche le somme già previste per il 2025 e già finalizzate con il CCNL 2022-2024: rispettivamente 50 milioni e 5,5 milioni. 

È proprio su questa sovrapposizione e sulla possibilità di utilizzare le risorse nel nuovo rinnovo che si è aperto il confronto con il Mef. Il nodo dovrà quindi essere chiarito prima di poter considerare definitivamente chiusa la parte economica.

Orario, turni, incarichi e intelligenza artificiale: cosa cambia per i dirigenti sanitari

Il rinnovo non riguarda soltanto gli stipendi. Una parte consistente della trattativa è dedicata alle condizioni di lavoro dei dirigenti.

Tra le proposte c’è un rafforzamento delle relazioni sindacali, con maggiore spazio all’informazione e con l’ipotesi di rendere obbligatorio, e non più soltanto possibile, il confronto regionale sulle linee di indirizzo.

Sul fronte dell’organizzazione del lavoro si discute anche della possibilità di prevedere, a livello aziendale, una riduzione o un esonero dai turni notturni di pronta disponibilità e di guardia per i dirigenti che abbiano superato i 62 anni, tenendo conto delle esigenze organizzative delle strutture.

Un altro capitolo riguarda gli incarichi professionali. L’ipotesi è di introdurre uno step economico per il dirigente neoassunto al terzo anno di servizio e di valutare un analogo automatismo al decimo anno.

Arriva inoltre per la prima volta in modo esplicito il tema dell’intelligenza artificiale, che dovrebbe entrare nella formazione dei dirigenti, considerando l’impatto crescente degli strumenti digitali sull’attività sanitaria.

Ferie e orario di lavoro, le altre novità sul tavolo

La trattativa interviene anche sulla lettura e sulla gestione dell’orario di lavoro, con l’obiettivo di rendere più semplice il sistema delle ore eccedenti e di evitare che il loro conteggio venga modificato continuamente in relazione alla dinamica dei fondi contrattuali.

Un altro tema riguarda le ferie e il riconoscimento economico delle componenti accessorie della retribuzione durante il periodo di fruizione. La proposta punta ad adeguare la disciplina alle indicazioni europee e alla più recente giurisprudenza.

L’atto di indirizzo indica inoltre tra le priorità il miglioramento della gestione dei piani di lavoro, delle eccedenze orarie, dello straordinario e dei turni di guardia e pronta disponibilità, con attenzione alla tutela della salute dei lavoratori e alla sicurezza delle cure. 

Sul piano economico, inoltre, restano da considerare le risorse aggiuntive destinate ad alcune specifiche indennità. Per l’indennità di pronto soccorso sono previsti 15 milioni di euro annui per la dirigenza medica dal 2025 e ulteriori 15 milioni dal 2026.

Dirigenti medici, sanitari e veterinari: chiudere la trattativa entro ottobre

Il prossimo appuntamento all’Aran è quindi fissato per mercoledì 9 settembre alle ore 11. La trattativa riparte dopo lo stop estivo con l’obiettivo di completare sia i capitoli normativi già affrontati sia quelli ancora da definire sul piano economico. 

L’obiettivo indicato per il rinnovo è arrivare alla firma del CCNL Area Sanità 2025-2027 entro ottobre, sempre che il confronto proceda senza nuovi ostacoli.