Hai ricevuto l’Assegno di Inclusione, hai superato i primi 18 mesi e con il rinnovo ti aspettavi anche il contributo extra? Se la somma non compare, prima di pensare a un errore dell’INPS è bene capire se sussistono le condizioni per riceverlo.
La misura, infatti, riguarda soltanto chi ha terminato i 18 mesi o i 12 mesi del sussidio, e non tutti i percettori indistintamente. Per questo motivo è bene diffidare da chi dice che la somma extra arriverà a tutti: si tratta di notizie false. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.
Assegno di Inclusione, bonus mese di stop: come funziona
Il contributo straordinario aggiuntivo è collegato al passaggio dal primo periodo di 18 mesi al successivo rinnovo dell’Assegno di Inclusione. Serve infatti a non lasciare scoperti i nuclei familiari tra un periodo di fruizione e l’altro.
L’importo non è uguale per tutte le famiglie: il contributo è pari al 50% della prima mensilità del rinnovo, con un limite massimo di 500 euro, sempre previa verifica dei requisiti previsti per l’accesso alla prestazione.
Il meccanismo va quindi letto insieme alle regole sul rinnovo dell’Assegno di Inclusione. Dal 2026 è stato eliminato il mese di stop tra un ciclo e l’altro. Grazie al contributo straordinario, il beneficio può quindi proseguire senza quel precedente “buco” mensile (anche se l’importo è pari al 50% della prima mensilità del nuovo periodo e in realtà il mese senza accredito ancora sussiste).
Chi ha terminato l’AdI nel 2025 deve controllare la propria posizione
Particolare attenzione deve essere prestata dai nuclei che hanno raggiunto il 18° mese di Assegno di Inclusione nel 2025, soprattutto quelli che si sono trovati a cavallo del passaggio alle nuove regole.
La Legge di Bilancio 2026 ha previsto infatti un’estensione della disciplina anche per i nuclei che hanno maturato il diciottesimo mese a novembre 2025. Per queste famiglie il bonus straordinario può essere riconosciuto, sempre a condizione che siano rispettati i requisiti richiesti e che il rinnovo sia stato effettuato secondo le regole previste.
In questi casi, chi non trova la somma nella propria posizione dovrebbe quindi verificare:
- la data di conclusione del primo ciclo,
- l’esito della domanda di rinnovo,
- gli importi effettivamente ricevuti.
Infatti, INPS riconosce il contributo aggiuntivo solo a coloro il cui rinnovo viene accettato dall’INPS. Se l’Istituto non approva la domanda di rinnovo, il contributo aggiuntivo non spetta.
Chi arriva al rinnovo nel 2026 può ricevere il bonus quest’anno
Una parte delle famiglie beneficiarie dell’Assegno di Inclusione ha concluso il primo o il secondo ciclo di fruizione proprio quest’anno. Queste famiglie hanno diritto al contributo aggiuntivo che va a coprire il mese di stop tra un ciclo e l’altro.
INPS ha stabilito che il contributo aggiuntivo viene pagato nel mese in cui parte il nuovo ciclo di fruizione dell’Assegno di Inclusione. Quindi, coloro che hanno preso l’ultima mensilità a luglio e ad agosto hanno presentato domanda di rinnovo, ricevono il contributo aggiuntivo a metà settembre. A patto che INPS abbia accolto il rinnovo, come detto.
Chi non lo riceve è perché non ne ha diritto. Se le condizioni per il rinnovo dell’AdI, infatti, non sono più rispettate, INPS respinge la domanda. E, di conseguenza, salta anche il pagamento del contributo aggiuntivo.
Assegno di Inclusione, attenzione alle fake news sul contributo aggiuntivo
Chi ritiene di avere diritto al bonus extra deve controllare alcuni elementi. Il primo è capire qual è stato il 18° mese di fruizione. Poi bisogna verificare:
- se la domanda di rinnovo dell’AdI è stata presentata;
- se il rinnovo è stato accolto;
- quale importo è stato effettivamente riconosciuto con la prima mensilità del nuovo ciclo;
- se nel frattempo sono cambiati i requisiti o la composizione del nucleo familiare.
Infatti, non bisogna pensare che il contributo spetti a prescindere. Sul web circolano articoli che dicono che a settembre arriverà un contributo aggiuntivo di 500 euro a tutti i percettori dell’Assegno di Inclusione, ma non è così: si tratta di fake news che danno false speranze. Solo se vengono rispettate le condizioni suddette, INPS paga la somma aggiuntiva.




