Il taglio delle accise dovrebbe andare avanti fino a fine settembre, ma a Palazzo Chigi il problema resta sul tavolo: come aiutare chi davvero non riesce più a sostenere il costo dei carburanti senza continuare a spendere miliardi per uno sconto destinato a tutti?
È questa la domanda che sta rallentando la ricerca di una soluzione definitiva. Il Governo vuole infatti passare dagli aiuti generalizzati a un sistema più mirato, ma trovare un accordo su chi debba ricevere il sostegno e soprattutto su come distribuirlo non è semplice.
Tra le ipotesi c’è un nuovo buono benzina attraverso le aziende, con vantaggi fiscali per le imprese che lo riconoscono ai dipendenti. Ma sul tavolo potrebbe tornare anche un’altra strada (che non esclude la prima): utilizzare la Carta Dedicata a Te per sostenere le famiglie con redditi più bassi, eventualmente consentendo anche il pagamento del carburante.
Bonus Carburante, rinvio a ottobre
La spinta verso gli aiuti mirati nasce anche da una questione economica. Il sistema del taglio delle accise permette di ridurre il prezzo alla pompa per tutti, indipendentemente dal reddito. È semplice da applicare, ma significa utilizzare risorse pubbliche anche per persone e famiglie che potrebbero essere in grado di sostenere il costo del carburante senza un aiuto statale.
Finora la sola serie di interventi sul taglio delle accise è costata 2,075 miliardi di euro. Per il Governo continuare sulla stessa strada significherebbe quindi mettere sul piatto altre risorse ogni volta che i prezzi del petrolio aumentano.
L’obiettivo è perciò cambiare approccio: meno sconti per tutti e più sostegno a chi ha realmente bisogno di essere aiutato.
Il problema è che individuare una platea precisa e costruire un sistema che funzioni sia per i lavoratori dipendenti sia per autonomi e partite Iva è molto più complicato. E’ questo uno dei motivi che stanno spingendo il Governo a rinviare tutto a ottobre. Lo riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore in edicola il 9 settembre. Secondo il quotidiano economico il Consiglio dei Ministri del 10 settembre deciderà la proroga degli aiuti alla pompa e lo slittamento degli aiuti per chi ha effettivamente bisogno.
L’ipotesi del buono carburanti pagato dalle aziende
Una delle idee al centro del confronto è quella di utilizzare un meccanismo simile al buono benzina riconosciuto dalle imprese ai propri dipendenti.
Il funzionamento sarebbe relativamente semplice: lo Stato fisserebbe alcuni parametri, soprattutto legati al reddito, per stabilire chi può beneficiare dell’aiuto. Le aziende potrebbero poi riconoscere ai lavoratori un sostegno destinato alle spese di spostamento per raggiungere il posto di lavoro. In cambio, l’impresa avrebbe un vantaggio fiscale.
Una soluzione di questo tipo avrebbe un punto di forza evidente: permetterebbe di indirizzare l’aiuto verso persone che effettivamente devono utilizzare l’auto per lavorare, evitando di distribuire lo sconto indistintamente a tutti gli automobilisti.
La selezione potrebbe quindi essere molto più precisa rispetto a un taglio generalizzato delle accise. Ma proprio qui emergono le prime difficoltà.
Il problema dei costi per le imprese e delle partite Iva
Il primo ostacolo riguarda le aziende. Se il buono venisse anticipato dal datore di lavoro, sarebbe l’impresa a dover sostenere inizialmente il costo del beneficio. Il recupero fiscale arriverebbe infatti successivamente, attraverso il meccanismo previsto per il fringe benefit. Questo significa che servirebbe una soluzione per evitare di mettere sulle spalle delle imprese un esborso immediato troppo pesante. Una delle possibilità potrebbe essere intervenire sul sistema delle ritenute, così da rendere più rapido il recupero del vantaggio fiscale.
C’è poi un problema ancora più delicato: i lavoratori dipendenti non sono gli unici a sostenere il caro carburante.
Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso perplessità proprio su questo punto, sostenendo che sarebbe un errore limitare l’aiuto ai soli dipendenti. Un meccanismo costruito attraverso le aziende, infatti, lascerebbe fuori autonomi, professionisti e partite Iva.
Per includere anche queste categorie servirebbe chiaramente un sistema diverso. Tra le ipotesi, si ragiona sulla possibilità per il professionista o per il lavoratore autonomo di acquistare un buono carburante e successivamente portare la spesa a beneficio fiscale. Ma ancora non c’è nulla di concreto.
A ottobre può tornare la Carta Dedicata a Te per i carburanti
C’è poi un’altra possibilità che potrebbe tornare al centro del dibattito: utilizzare la Carta Dedicata a Te per aiutare le famiglie meno abbienti anche con le spese legate al carburante.
Le carte dovrebbero tornare nuovamente operative a ottobre, proprio in concomitanza della fine dei tagli sulle accise. Il Governo potrebbe quindi valutare se ampliare o modificare le possibilità di utilizzo della carta, permettendo, per esempio, di impiegare una parte del sostegno anche per fare rifornimento.
L’idea non è completamente nuova. Di una possibilità simile si era già discusso in passato, ma aveva incontrato la contrarietà di alcuni esponenti di Lega e Forza Italia. Il timore espresso era che, concentrando il sostegno sempre sulle stesse fasce di popolazione già raggiunte dagli aiuti sociali, si finisse per lasciare fuori altre persone che lavorano e che devono sostenere ogni giorno il costo degli spostamenti.
Proprio per questo, se la Carta Dedicata a Te tornasse in gioco come strumento per affrontare il caro carburanti, sarebbe necessario trovare un equilibrio tra aiuto alle famiglie più fragili e sostegno a chi lavora e utilizza l’auto per raggiungere il posto di lavoro.
Nonostante le perplessità, l’ipotesi potrebbe però tornare sul tavolo proprio perché consentirebbe di utilizzare uno strumento già esistente, senza dover costruire da zero un nuovo sistema di erogazione.
La scelta deve arrivare presto: il Governo cerca un compromesso
Le diverse ipotesi hanno tutte vantaggi e problemi. Il buono benzina attraverso le imprese avrebbe il vantaggio di individuare con precisione i lavoratori che devono spostarsi per lavorare, ma rischierebbe di lasciare fuori autonomi e partite Iva. La Carta Dedicata a Te permetterebbe invece di concentrare l’aiuto sulle famiglie con meno risorse, ma riaprirebbe il confronto su quali categorie debbano essere considerate prioritarie.
Nel frattempo il Governo continua a utilizzare il taglio delle accise come soluzione temporanea, proprio perché non è ancora riuscito a trovare un accordo sulla misura strutturale.
Il nodo, dunque, è trovare una formula che non lasci fuori nessuna delle categorie considerate più esposte al caro carburante. E proprio questo confronto potrebbe decidere come saranno costruiti gli aiuti per i prossimi mesi, quando lo sconto generalizzato sulle accise non potrà più essere la soluzione di emergenza.




