Il caldo torrido che si protrae fino a settembre sta modificando il ritorno a scuola in diverse zone d’Italia. Alcuni Comuni hanno scelto la strada più drastica, rinviando direttamente l’inizio delle lezioni. Altri stanno sperimentando soluzioni alternative: orario ridotto, niente grembiule oppure chiusure legate alle allerte per le ondate di calore.
Si stanno delineando, dunque, almeno quattro strategie per affrontare il problema delle aule troppo calde.
Prima soluzione: rinviare l’apertura
L’ultimo caso è San Lucido, in Calabria. Il sindaco Cosimo De Tommaso ha disposto il rinvio dell’apertura delle scuole al 21 settembre, rispetto al 15 previsto dal calendario regionale. La decisione è legata al persistere delle temperature elevate e alle condizioni degli edifici scolastici.
La stessa strada è stata percorsa in Sicilia. A Rosolini la campanella suonerà il 21 settembre anziché il 15. Rinviata l’apertura anche a Pachino, dove le scuole rimangono chiuse nei giorni iniziali anche per consentire interventi di disinfestazione, mentre ad Avola il ritorno in classe è stato fissato al 18 settembre.
In Puglia, invece, il caldo ha determinato provvedimenti sulle partenze anticipate previste da alcune scuole.
Seconda soluzione: meno ore in classe
Un’alternativa consiste nell’aprire regolarmente gli istituti, ma evitare le ore più calde della giornata.
A Catanzaro è stata individuata la possibilità di ridurre la permanenza degli studenti negli edifici scolastici durante le giornate caratterizzate dalle temperature più elevate.
Ad Avellino è stata avanzata una soluzione ancora più incisiva: nella prima settimana ingresso alle 7:45 e uscita alle 11 nei cinque istituti comprensivi cittadini. In questo caso va però precisato che si tratta di una proposta dell’amministrazione e non di un rinvio generalizzato dell’apertura.
Terza soluzione: niente grembiule
A Serracapriola, nel Foggiano, la risposta è decisamente più semplice. Con l’ordinanza n. 6 dell’8 settembre, il Comune ha previsto l’esonero dall’utilizzo del grembiule per i bambini dell’asilo e della scuola primaria. La misura è stata introdotta proprio in considerazione delle temperature elevate.
L’esonero è previsto fino al 19 settembre, con la possibilità di prolungarlo qualora il caldo dovesse continuare.
Al momento Serracapriola rappresenta il caso comunale più chiaramente documentato su questa particolare soluzione.
Quarta soluzione: decide l’allerta caldo
C’è infine la strada scelta da Palermo, che introduce un principio differente.vIl sindaco Roberto Lagalla ha emanato l’8 settembre una direttiva che prevede la chiusura delle scuole comunali in presenza del “bollino rosso” per le ondate di calore.
Il Comune, quindi, non rinvia preventivamente l’apertura. Le decisioni vengono legate all’effettiva situazione climatica certificata attraverso gli avvisi ufficiali. Il 9 settembre, per esempio, la Protezione civile regionale ha diffuso un nuovo avviso per rischio incendi e ondate di calore valido per il giorno successivo.
Un’impostazione simile è entrata nel dibattito anche a Caltanissetta e Siracusa, dove è stato richiamato il ruolo delle temperature e delle allerte ufficiali prima dell’eventuale adozione di ordinanze.
Il ritorno a scuola, dunque, non si gioca più soltanto tra apertura e rinvio. Le amministrazioni stanno mettendo sul tavolo strumenti differenti: posticipare le lezioni, accorciare l’orario, alleggerire l’abbigliamento oppure intervenire solamente quando Protezione civile e bollettini climatici certificano una situazione di particolare rischio.




