Assegno Unico Più Alto con il Rientro a Scuola: Ecco i Beneficiari

A settembre, con la ripresa delle lezioni e delle attività lavorative, alcune famiglie possono trovarsi in una situazione diversa rispetto ai mesi precedenti. Il motivo può essere il ritorno al lavoro di uno dei due genitori, ma anche la ripresa degli studi da parte di un figlio maggiorenne. Sono due situazioni diverse, ma entrambe meritano attenzione perché possono incidere sul diritto all’Assegno Unico e, nel caso dei figli maggiorenni, sulla possibilità stessa di continuare a riceverlo.

Vediamo nel dettaglio.

Se entrambi i genitori lavorano, arriva una maggiorazione sull’Assegno Unico

Uno dei casi da controllare riguarda le famiglie nelle quali entrambi i genitori sono titolari di un reddito da lavoro.

La normativa prevede infatti una maggiorazione dell’Assegno Unico quando entrambi i genitori lavorano. L’importo massimo di tale bonus è pari a 34,90 euro al mese, con un valore che si riduce in base all’ISEE fino ad azzerarsi per i livelli più elevati.

Questo significa che il ritorno al lavoro di un genitore può diventare importante anche per l’Assegno Unico. È il caso, per esempio, di una mamma o di un papà che lavora nella scuola (come docente o come ATA) e che, dopo la pausa estiva, riprende l’attività a settembre. Se prima uno dei due genitori non aveva un reddito da lavoro e con la ripresa dell’attività entrambi risultano lavoratori, può quindi diventare necessario verificare la propria posizione e l’eventuale spettanza della maggiorazione.

Attenzione anche al figlio che ha compiuto 18 anni

Il rientro a scuola può essere importante anche per un altro motivo, soprattutto quando in famiglia c’è un figlio che ha già compiuto 18 anni.

L’Assegno Unico, infatti, non termina automaticamente con la maggiore età. Può continuare fino al compimento dei 21 anni, ma soltanto se il figlio maggiorenne si trova in una delle condizioni previste dalla legge. Ossia quando:

  • frequenta una scuola o un corso di formazione scolastica o professionale;
  • frequenta un corso di laurea;
  • svolge un tirocinio;
  • svolge un’attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  • è registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • svolge il servizio civile universale.

La frequenza di scuola, università o di un percorso formativo è quindi rilevante perché consente di mantenere il diritto alla prestazione anche dopo i 18 anni, entro il limite dei 21 anni. Per questo la ripresa delle lezioni a settembre è così importante.

Ancora più importante il caso del figlio under 21 che aveva smesso di studiare e che ha deciso di riprendere l’università o di trovare un lavoro: in questo caso l’aumento è ancora più visibile. Si passa infatti da una situazione in cui l’Assegno Unico non spettava più a una in cui si arrivano a ricevere da 29,10 a 99,10 euro al mese, a seconda della soglia ISEE.

Perché settembre è un mese da controllare

Il rientro a scuola può quindi coincidere con due situazioni che incidono sull’Assegno Unico.

Da una parte, il genitore che torna al lavoro, come può accadere dopo la pausa estiva nel settore scolastico, può far scattare la condizione dei due genitori titolari di reddito da lavoro e quindi la relativa maggiorazione, se sono presenti tutti gli altri requisiti.

Dall’altra, il figlio maggiorenne che riprende la scuola, l’università o un percorso di formazione può continuare a rientrare tra i beneficiari dell’Assegno unico fino ai 21 anni.

Per il 2026 l’INPS ha confermato che le domande già accolte continuano a essere valide senza dover presentare una nuova richiesta, ma è necessario comunicare le variazioni che incidono sulla prestazione, compreso l’aggiornamento della posizione del figlio quando raggiunge la maggiore età.

Quando arriva il pagamento dell’Assegno unico a settembre

Per quanto riguarda il pagamento dell’Assegno unico di settembre, l’INPS ha indicato il 21 e il 22 come date previste per gli accrediti delle mensilità già in corso e senza variazioni.

Queste sono però le date di riferimento comunicate dall’Istituto, ma non escludono la possibilità di un accredito anticipato. In presenza di disposizioni già elaborate, infatti, il pagamento può essere visualizzato sul conto anche prima delle date indicate nel calendario ordinario.

Chi attende quindi l’Assegno Unico a settembre può iniziare a controllare il proprio conto già nei giorni precedenti, tenendo presente che la data effettiva dell’accredito può variare in base alla lavorazione della singola posizione.