I Mesi di Disoccupazione Valgono per la Pensione? Cosa Cambia tra NASpI, DIS-COLL e AdI

Inps

Perdere il lavoro non significa necessariamente perdere anche mesi utili per la pensione. Durante un periodo di disoccupazione, infatti, può continuare ad accumularsi contribuzione previdenziale anche se non si sta lavorando e, quindi, non si stanno versando contributi attraverso una busta paga.

Ma attenzione: non tutti i mesi trascorsi senza lavoro valgono allo stesso modo. La differenza fondamentale sta nel fatto che il disoccupato riceva oppure no un’indennità che prevede la copertura contributiva.

NASpI, i mesi indennizzati valgono per la pensione

Chi percepisce l’indennità NASpI non deve preoccuparsi di perdere automaticamente i mesi di disoccupazione dal punto di vista previdenziale.

L’INPS conferma infatti che i periodi di fruizione della NASpI sono coperti da contribuzione figurativa. Si tratta di contributi che vengono accreditati senza alcun costo per il lavoratore e senza che sia necessario presentare una domanda specifica.

In pratica, mentre il lavoratore riceve l’indennità di disoccupazione, l’INPS riconosce anche una copertura contributiva ai fini pensionistici. Ciò significa che, salvo le specifiche regole ed eccezioni previste dalla normativa, tali contributi figurativi possono essere utili sia per raggiungere il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’importo della pensione.

Anche DIS-COLL e disoccupazione agricola fanno maturare contributi

La copertura non riguarda soltanto la NASpI. Tra le prestazioni di disoccupazione che possono generare contribuzione figurativa rientrano anche la DIS-COLL, destinata principalmente ai collaboratori, e la disoccupazione agricola, riservata ai lavoratori del settore agricolo.

L’INPS riconosce infatti la contribuzione figurativa per i periodi coperti dalle indennità di disoccupazione previste dalla legge.

Il principio da ricordare è quindi semplice: se il periodo è coperto da un’indennità di disoccupazione che prevede la contribuzione figurativa, quei mesi possono essere valorizzati ai fini pensionistici. Non significa però che ogni giorno trascorso senza un lavoro diventi automaticamente contributivo. La copertura è collegata al periodo per il quale spetta effettivamente l’indennità.

Se non prendo la disoccupazione, i mesi valgono per la pensione?

Qui arriva la distinzione più importante. Un lavoratore può trovarsi senza occupazione per diversi mesi, ma se non percepisce un’indennità di disoccupazione che prevede la contribuzione figurativa, quel periodo non viene automaticamente coperto da contributi.

Quindi, se dopo la fine di un contratto una persona rimane disoccupata per sei mesi senza NASpI, DIS-COLL, disoccupazione agricola o altra prestazione che riconosca contribuzione figurativa, quei sei mesi costituiscono normalmente un vuoto contributivo. Il fatto di essere registrati come disoccupati, da solo, non equivale infatti ad avere contributi accreditati.

È una differenza che può diventare importante soprattutto per chi è vicino alla pensione e sta cercando di raggiungere un determinato requisito contributivo: diversi mesi senza copertura possono allontanare la maturazione del diritto.

E chi prende l’Assegno di Inclusione?

Un’altra situazione da distinguere è quella di chi riceve l’Assegno di Inclusione. L’AdI è una misura di sostegno economico destinata ai nuclei familiari con membri disabili, minorenni, over 60 o svantaggiati e che si trovano in determinate condizioni di fragilità economica e sociale.

Il fatto di ricevere questa prestazione non significa che vengano automaticamente accreditati contributi figurativi per la pensione. Anzi: l’Assegno di Inclusione, a differenza delle indennità di disoccupazione, non fa maturare contributi.

Pertanto, una persona che non lavora e percepisce l’AdI non può considerare i mesi di pagamento dell’assegno come equivalenti ai mesi coperti dalla NASpI. Se nello stesso periodo non c’è un’altra situazione che dà diritto alla contribuzione previdenziale, il periodo resta quindi scoperto ai fini pensionistici.

È proprio questo il punto da tenere presente: NASpI, DIS-COLL e disoccupazione agricola sono prestazioni di disoccupazione che prevedono una specifica copertura contributiva. L’ADI è invece un sostegno al reddito e non sostituisce tale copertura.

Disoccupazione e pensione: la regola da ricordare

La domanda “i mesi di disoccupazione valgono per la pensione?” non ha quindi una risposta semplicemente positiva o negativa. La risposta dipende da come viene trascorso il periodo senza lavoro.

  • NASpI: i periodi di fruizione sono coperti da contribuzione figurativa.
  • DIS-COLL: i periodi coperti dall’indennità prevedono la relativa contribuzione figurativa.
  • Disoccupazione agricola: i periodi riconosciuti dalla prestazione sono considerati secondo le specifiche regole contributive previste.
  • Nessuna indennità di disoccupazione: i mesi senza lavoro non producono automaticamente contributi.
  • Assegno di Inclusione: il semplice pagamento dell’AdI non genera contribuzione figurativa per la pensione.

Per chi percepisce una prestazione di disoccupazione, quindi, è importante controllare periodicamente il proprio estratto conto contributivo INPS. In questo modo è possibile verificare che i periodi coperti dalla prestazione risultino correttamente registrati.

La contribuzione figurativa rappresenta infatti una tutela importante per chi perde il lavoro: permette di evitare che il periodo di disoccupazione indennizzata si trasformi necessariamente in un buco nella propria storia previdenziale. Ma la tutela non si estende automaticamente a tutti i periodi in cui una persona non lavora.