Busta Paga Più Alta nel 2027: i 3 Bonus che il Governo Vuole Confermare

Più soldi in busta paga anche nel 2027, con un occhio particolare a chi lavora di notte, nei festivi o su turni, ma anche a chi riceve aumenti grazie al rinnovo del contratto o premi di produttività.

È questa la direzione indicata dalla ministra del Lavoro Marina Calderone al Forum di Cernobbio. Parlando della prossima legge di Bilancio, la ministra ha spiegato che l’obiettivo del Governo è replicare il pacchetto lavoro già previsto per il 2026, dando continuità alle misure che alleggeriscono la tassazione su alcune componenti dello stipendio. Vediamo quali

Aumenti del contratto meno tassati in busta paga: cosa potrebbe succedere nel 2027

Una delle misure indicate dalla ministra riguarda la detassazione degli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi.

L’idea è semplice: quando arriva un aumento di stipendio perché viene rinnovato il contratto nazionale di categoria, una parte di quell’incremento può essere tassata meno rispetto alla normale retribuzione. Il risultato è che una quota maggiore dell’aumento può rimanere effettivamente nelle tasche del lavoratore.

Si tratta di una delle misure già previste nel pacchetto lavoro 2026 e che riguarda i lavoratori con reddito annuo fino a 33.000 euro il cui contratto è stato rinnovato nel 2024, nel 2025 o nel 2026. La Ministra ha annunciato che il Governo vorrebbe mantenere lo sgravio anche nel 2027. Calderone ha infatti parlato esplicitamente della necessità di dare continuità alle misure già introdotte, concentrando le risorse sugli interventi capaci di aumentare il reddito dei lavoratori.

Per il 2027, però, servirà la legge di Bilancio: al momento si tratta dell’indirizzo annunciato dal Governo e non ancora di un beneficio definitivamente approvato.

Bonus sui premi di produttività, possibile conferma della tassazione agevolata

Un altro punto citato dalla ministra riguarda i premi di produttività. Si tratta delle somme aggiuntive che l’azienda può riconoscere ai dipendenti quando vengono raggiunti determinati risultati legati, per esempio, alla produttività, alla qualità, all’efficienza o alla redditività.

I premi erogati nel 2026 possono beneficiare di una tassazione ribassata all’1% rispetto alla normale aliquota applicata allo stipendio, entro un tetto massimo di 5.000 euro annui. In pratica, una parte del premio riconosciuto dall’azienda arriva al lavoratore con una tassazione più bassa. Per questo, i premi erogati dalle aziende ai propri dipendenti nel 2026 hanno raggiunto importi più alti rispetto al 2025.

Anche questa è una delle agevolazioni che la ministra vorrebbe mantenere nel 2027. «Puntiamo a replicare il pacchetto lavoro del 2026 per dare continuità. La priorità è intervenire sulle buste paga, promuovere l’occupazione, valorizzare il dialogo sociale e la buona contrattazione. Quindi detassazione degli incrementi derivanti dai rinnovi contrattuali, dei premi di produttività e delle componenti collegate al lavoro notturno, festivo e organizzato su turni. Vogliamo sostenere la partecipazione dei lavoratori ai risultati delle imprese e il welfare aziendale. L’obiettivo è concentrare le risorse dove generano più reddito, più produttività e più occupazione di qualità» ha detto la Ministra a Il Messaggero.

Il principio indicato da Calderone è quello di utilizzare la leva fiscale per favorire contemporaneamente più reddito per i lavoratori e maggiore produttività per le imprese.

Lavoro notturno, festivo e su turni: in busta paga pesano di più

Tra le misure da replicare nel 2027, la Ministra ha citato anche la detassazione delle componenti legate al lavoro notturno, festivo e organizzato su turni. Si tratta di una misura particolarmente rilevante per chi non svolge un normale orario dal lunedì al venerdì e deve lavorare quando normalmente le altre persone sono a casa.

Nel pacchetto di misure previsto per il 2026, le indennità per il lavoro svolto di notte, nei giorni festivi o su turni hanno goduto di una tassazione agevolata del 15%. L’aliquota ridotta è però riservata ai soli lavoratori dipendenti con un reddito annuo fino a 40 mila euro. L’obiettivo è riconoscere, anche attraverso una minore tassazione, il peso di orari di lavoro che comportano maggiore disagio o particolari sacrifici organizzativi.

Se la misura sarà effettivamente prorogata, una parte delle somme ricevute per turni, lavoro notturno e festivo potrebbe continuare a beneficiare dello sgravio fiscale.

Bonus 2027, quando arriverà la conferma definitiva

Le parole della ministra al Forum di Cernobbio indicano quindi una direzione abbastanza chiara: il Governo vuole replicare nel 2027 le 3 principali agevolazioni fiscali sul lavoro già operative nel 2026.

Nel mirino ci sono soprattutto:

  • gli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi;
  • i premi di produttività;
  • le somme legate al lavoro notturno, festivo e organizzato su turni.

Per i lavoratori, il punto centrale è la possibilità di continuare ad avere una tassazione più leggera su alcune voci della retribuzione, con l’obiettivo di aumentare il valore effettivo di ciò che arriva in busta paga.

Ma bisogna aspettare la prossima legge di Bilancio per sapere se queste misure saranno davvero confermate nel 2027, in quale forma e con quali eventuali limiti.

La ministra Calderone ha comunque messo sul tavolo una linea precisa: replicare il pacchetto lavoro del 2026 e concentrare le risorse sugli interventi che possono aumentare il reddito dei lavoratori e incentivare produttività e occupazione.

Per chi aspetta un aumento in busta paga, un premio aziendale o percepisce compensi per turni, notturni e festivi, sarà quindi importante seguire l’iter della manovra: la partita per gli sgravi fiscali del 2027 è appena iniziata.