Molte donne hanno avuto un figlio durante un periodo nel quale non stavano lavorando: prima della prima assunzione, tra due rapporti di lavoro oppure dopo la scadenza di un contratto. Quello spazio vuoto nell’estratto conto contributivo, però, in alcuni casi può essere recuperato gratuitamente e utilizzato per la pensione.
La possibilità riguarda i periodi corrispondenti al congedo obbligatorio di maternità, anche quando la nascita è avvenuta al di fuori di un rapporto di lavoro. Non si tratta di un bonus economico o di un’indennità arretrata, ma dell’accredito di contributi figurativi da parte dell’INPS.
Il requisito decisivo dei cinque anni
Per ottenere il riconoscimento, la lavoratrice deve possedere, al momento della domanda, almeno cinque anni di contribuzione effettiva maturata durante un’attività lavorativa subordinata.
Questo significa che non è necessario avere già cinque anni di contributi nel momento in cui è nato il figlio. Il requisito può essere raggiunto anche successivamente. La maternità, inoltre, può essersi verificata prima dell’inizio dell’attività lavorativa oppure tra due diversi contratti.
Sono considerati i contributi versati come lavoratrice dipendente, anche presso gestioni previdenziali sostitutive o esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria. Non permettono invece di raggiungere il requisito minimo i contributi versati esclusivamente come artigiana, commerciante o coltivatrice diretta.
Quanti contributi si possono recuperare
L’accredito dei contributi figurativi copre il periodo corrispondente al congedo obbligatorio di maternità previsto per la nascita del figlio. Generalmente si tratta di cinque mesi: due precedenti il parto e tre successivi (come quelli garantiti alla dipendente in maternità). La durata precisa deve però essere determinata in base alla normativa vigente nel periodo in cui si è verificato l’evento.
Il riconoscimento può interessare anche maternità molto lontane nel tempo, comprese quelle avvenute prima del 1° gennaio 1994. Un’altra condizione fondamentale è che il periodo richiesto non sia già coperto da contributi presso una gestione previdenziale.
La domanda non è automatica
L’INPS non accredita questi mesi automaticamente. La lavoratrice deve presentare un’apposita domanda attraverso il servizio online dedicato all’“Accredito dei contributi figurativi per maternità al di fuori di un rapporto di lavoro”. È possibile farsi assistere anche da un patronato.
Alla richiesta devono essere allegati i dati relativi alla nascita del figlio e alla madre, eventualmente mediante una dichiarazione sostitutiva. Prima di inviare la domanda è consigliabile controllare l’estratto conto contributivo. Per molte donne, infatti, alcuni mesi apparentemente persi possono trasformarsi in contribuzione utile sia per raggiungere il diritto alla pensione sia per determinarne l’importo. La disciplina e il servizio sono illustrati nella scheda ufficiale INPS.




