Arriva un nuovo aumento per chi ha subito un infortunio sul lavoro o una malattia professionale: dal 1° luglio 2026 gli indennizzi INAIL per il danno biologico sono stati rivalutati dell’1,4%. La novità riguarda sia gli indennizzi pagati in un’unica soluzione sia la componente della rendita destinata a compensare la menomazione dell’integrità psicofisica.
A chiarire come applicare l’adeguamento è la circolare INAIL n. 37 del 28 agosto 2026, che recepisce il decreto del Ministero del Lavoro n. 98/2026. L’aumento avrà effetto anche sui mesi già trascorsi. Vediamo tutto nel dettaglio.
Danno biologico per infortuni, cosa cambia dal 1° luglio 2026
La rivalutazione riguarda gli importi riconosciuti dall’INAIL per compensare il danno alla salute provocato da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale.
L’adeguamento del 1,4% decorre dal 1° luglio 2026 e si aggiunge alle precedenti rivalutazioni. L’obiettivo è aggiornare nel tempo il valore degli indennizzi collegati alla perdita o alla riduzione dell’integrità psicofisica del lavoratore. La misura è stata adottata sulla base della delibera del Consiglio di amministrazione INAIL n. 42 del 9 aprile 2026.
L’aumento non richiede una nuova domanda da parte dell’interessato: l’adeguamento viene effettuato direttamente dall’Istituto. L’INAIL, infatti, procederà alla liquidazione delle somme spettanti sulla base della posizione già presente negli archivi e darà comunicazione del relativo provvedimento.
Quando spetta l’indennizzo in capitale e quando la rendita
La forma della prestazione dipende dalla percentuale di menomazione riconosciuta.
Per un danno biologico compreso tra il 6% e il 15%, l’INAIL riconosce un indennizzo in capitale, cioè una somma pagata una sola volta.
Quando invece la menomazione è pari o superiore al 16%, viene riconosciuta una rendita, quindi un pagamento periodico. La rivalutazione dell’1,4% interessa, in questo caso, la quota della rendita collegata proprio al danno biologico.
Il calcolo viene effettuato sulla base delle tabelle INAIL previste per la valutazione e l’indennizzo delle menomazioni.
Arretrati a novembre e casi particolari
Per chi già percepisce una rendita, l’aumento decorre dal 1° luglio 2026. Le somme maturate da quella data saranno quindi recuperate con il rateo di novembre 2026, senza che il lavoratore debba presentare una specifica richiesta.
Ci sono però alcune situazioni che richiedono un calcolo diverso:
- nel caso di un accertamento provvisorio, se la valutazione viene effettuata dal 1° luglio in poi, l’importo rivalutato sarà considerato quando verrà effettuata la definizione definitiva;
- se invece era già stato pagato un acconto prima di luglio, l’adeguamento potrà riguardare soltanto l’eventuale somma ancora da corrispondere.
- La stessa logica vale per le revisioni e gli aggravamenti: la rivalutazione sarà applicata alle maggiori somme riconosciute con decorrenza dal 1° luglio 2026.
Anche per gli indennizzi in capitale l’adeguamento viene applicato d’ufficio ai provvedimenti emessi con decorrenza da luglio, tenendo conto della tabella applicabile in relazione all’evento lesivo.
Più soldi anche alle famiglie delle vittime di infortuni mortali
La rivalutazione degli indennizzi per chi ha riportato un danno permanente si inserisce in un quadro più ampio di interventi economici per le conseguenze degli infortuni sul lavoro. Nel 2026 è stato infatti rafforzato anche il Fondo di sostegno alle famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro.
Per quest’anno le risorse complessivamente disponibili superano i 42,4 milioni di euro, grazie all’aumento dello stanziamento ordinario e al riutilizzo di economie degli anni precedenti. Il Ministero del Lavoro ha inoltre previsto nuovi importi per il beneficio una tantum destinato ai superstiti, che risultano più che triplicati rispetto al 2025.
Gli importi per gli eventi mortali verificatisi nel 2026 variano in base al numero dei superstiti: si passa da 35.672,92 euro per un superstite a 128.938,26 euro per i nuclei con più di tre superstiti. La prestazione viene riconosciuta in un’unica soluzione agli aventi diritto.




