La persona assistita entra in ospedale e la famiglia non ha più bisogno della badante per alcuni giorni o settimane. Può sospendere lo stipendio?
In linea generale, no. Se la famiglia mantiene attivo il contratto ma interrompe temporaneamente il lavoro a causa del ricovero, deve continuare a pagare la lavoratrice. La sospensione, infatti, dipende dal datore e non da una scelta della dipendente.
Cosa stabilisce il CCNL Lavoro domestico
Il riferimento è il CCNL Lavoro domestico, valido dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028, sottoscritto da FIDALDO, DOMINA e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs e Federcolf.
L’articolo 18 del CCNL Lavoro domestico distingue la sospensione dovuta alle esigenze del datore da quella richiesta dalla badante. Le due situazioni producono conseguenze economiche diverse.
Se la famiglia sospende il lavoro
Quando la famiglia non richiede più l’attività a causa del ricovero, si applica l’articolo 18, comma 1.
Se il contratto resta attivo e la badante rimane disponibile, il datore deve corrisponderle la retribuzione globale di fatto, anche se durante la degenza non le assegna alcuna mansione.
La famiglia non può considerare quei giorni come un’assenza ingiustificata né trasformarli unilateralmente in un periodo senza stipendio.
Se la lavoratrice convivente non riceve più vitto e alloggio, il datore deve aggiungere il relativo compenso sostitutivo convenzionale.
Se la badante chiede la sospensione
L’articolo 18, comma 2, disciplina una situazione differente.
La lavoratrice può chiedere una sospensione per gravi e documentati motivi, fino a un massimo di 12 mesi. Durante questo periodo non matura la retribuzione né gli altri elementi economici collegati al rapporto.
La famiglia può accettare oppure rifiutare la richiesta. Questa regola, quindi, non riguarda il ricovero quando è il datore a sospendere l’attività.
La famiglia può utilizzare le ferie?
Il ricovero non trasforma automaticamente i giorni senza lavoro in ferie.
Il CCNL riconosce 26 giorni lavorativi di ferie all’anno. Il datore ne stabilisce il periodo tenendo conto delle esigenze familiari e di quelle della dipendente.
Le parti possono programmare le ferie durante la degenza, ma devono rispettare i giorni maturati e le regole contrattuali. Anche le ferie devono essere regolarmente pagate.
La badante deve andare in ospedale?
Il ricovero non trasferisce automaticamente il luogo di lavoro dalla casa all’ospedale.
Famiglia e lavoratrice devono controllare la lettera di assunzione, che indica luogo, mansioni e orario. Devono inoltre verificare se la struttura sanitaria consente l’ingresso degli assistenti privati.
Se il cambiamento del luogo, dell’orario o delle attività non ha carattere soltanto occasionale, l’articolo 6 del CCNL richiede l’accordo delle parti. Occorre formalizzare la nuova organizzazione per iscritto.
Quando la badante presta assistenza in ospedale, la famiglia deve rispettare orario e riposi. Non può affidarle prestazioni sanitarie o infermieristiche estranee al suo profilo e deve pagare le ore aggiuntive con le maggiorazioni previste per il lavoro straordinario, notturno o festivo.
Se il ricovero dura molti mesi
Se la degenza si prolunga, le parti possono concordare una modifica temporanea del rapporto.
Se invece la famiglia decide di licenziare la badante, deve rispettare il preavviso oppure pagare la relativa indennità. Deve inoltre liquidare TFR, ferie residue, tredicesima maturata e ogni altra competenza dovuta.
Il punto centrale è questo: se la famiglia mantiene attivo il contratto ma sospende il lavoro per il ricovero, deve continuare a pagare la badante.




