Uno sconto sul bollo auto, ma non per tutti. È questa una delle ipotesi che sta prendendo forma nel confronto sulle misure contro il caro carburante e l’aumento dei costi legati all’auto.
La proposta non è ancora una misura approvata e molti dettagli devono essere definiti. Ma il possibile intervento sul bollo sta guadagnando spazio proprio perché consentirebbe di distribuire le risorse in modo selettivo, evitando un beneficio uguale per tutti.
Vediamo cosa emerge.
Caro benzina e gasolio, il Governo studia come aiutare gli automobilisti
Il problema da cui parte tutto è il prezzo dei carburanti. Negli ultimi giorni benzina e gasolio hanno raggiunto livelli molto elevati e la prospettiva di ulteriori aumenti sta spingendo il Governo a valutare nuovi interventi per alleggerire il peso dell’energia su famiglie e imprese.
Per adesso e fino al 17 settembre è in vigore lo sconto di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio. Ma occorre già pensare al dopo, visto che ogni proroga del taglio delle accise costa allo Stato milioni di euro.
Nei prossimi giorni è quindi atteso un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri sulle misure contro il caro energia e carburanti. Il Governo vorrebbe evitare aiuti generalizzati, che garantirebbero lo stesso vantaggio a tutti gli automobilisti, indipendentemente dal reddito o dal tipo di automobile posseduta, e concentrarsi su aiuti più mirati.
L’ipotesi che sta prendendo piede è quella di un buono benzina da 100 euro, destinato ai lavoratori con determinati requisiti economici e che utilizzano l’auto per andare al lavoro. Ma questa soluzione presenta diversi problemi, tra cui la platea dei beneficiari e l’utilizzo dell’ISEE.
Per questo motivo, lo sconto sul bollo auto rappresenterebbe un’alternativa da tenere sempre più in considerazione. E non solo per i lavoratori autonomi, come sembrava all’inizio.
Sconto sul bollo, ma più alto per le auto piccole
L’idea allo studio è semplice: non dare lo stesso sconto sul bollo a tutti gli automobilisti, ma costruire un meccanismo progressivo legato alle caratteristiche dell’automobile. Lo sconto sarebbe quindi maggiore per le vetture di piccola cilindrata e per le auto utilizzate più comunemente dalle famiglie, mentre diminuirebbe all’aumentare della cilindrata e della potenza.
Secondo quanto emerge da Il Sole 24 Ore, l’obiettivo sarebbe dunque quello di concentrare le risorse sulle utilitarie e sulle auto più piccole. Queste, infatti, sono quelle che generalmente rappresentano una scelta più economica per chi deve semplicemente spostarsi ogni giorno per lavoro, accompagnare i figli o svolgere le normali attività familiari. Salendo di cilindrata, invece, lo sconto potrebbe ridursi progressivamente fino ad arrivare a zero.
Non si tratterebbe quindi di un semplice “taglio del bollo per tutti”, ma di una misura costruita per favorire soprattutto chi possiede un’auto di dimensioni e cilindrata contenute.
SUV e macchinoni, perché potrebbero essere esclusi
È proprio questo l’aspetto più particolare dell’ipotesi: SUV, auto di grossa cilindrata e vetture di fascia alta potrebbero ricevere uno sconto molto ridotto oppure nessuno sconto.
La ragione è legata alla volontà di rendere l’intervento progressivo. Se le risorse pubbliche sono limitate, il Governo potrebbe decidere di concentrarle sulle automobili considerate più essenziali per la mobilità quotidiana, evitando di destinare lo stesso aiuto anche a chi possiede una vettura di grandi dimensioni e maggiore cilindrata.
Il criterio, quindi, non sarebbe necessariamente quello del semplice valore commerciale dell’auto. A pesare potrebbe essere soprattutto la cilindrata, con un beneficio che diminuisce progressivamente al crescere della motorizzazione.
L’obiettivo sarebbe creare una sorta di scala: più piccola è l’auto, maggiore è lo sconto; più grande e potente è la vettura, minore diventa il beneficio, fino all’eventuale esclusione. Questo permetterebbe anche di evitare una delle critiche rivolte ai tagli generalizzati delle accise: il fatto che una riduzione uguale per tutti finisca per favorire anche chi non ha particolare bisogno di un sostegno.
Se l’ipotesi dovesse diventare una misura concreta, il principale beneficiario sarebbe quindi il proprietario di una piccola utilitaria o di un’auto di cilindrata contenuta.
Il problema: lo sconto arriverebbe sul bollo del prossimo anno
C’è però un limite importante. Il bollo auto viene generalmente pagato in anticipo rispetto al periodo di validità e, a questo punto dell’anno, molti automobilisti hanno già versato quello relativo al 2026. Anche se il Governo decidesse rapidamente di introdurre lo sconto, quindi, l’effetto potrebbe farsi sentire soprattutto sul prossimo bollo, e non necessariamente sulle somme già pagate quest’anno.
È questo uno dei motivi per cui lo sconto sul bollo presenta un problema rispetto a un intervento immediato sul prezzo di benzina e gasolio: aiuterebbe gli automobilisti, ma non avrebbe lo stesso effetto immediato alla pompa.
Per il momento, dunque, lo sconto sul bollo resta un’ipotesi allo studio. La direzione indicata è però quella di un aiuto selettivo: più conveniente per chi possiede una piccola auto e progressivamente meno vantaggioso per chi guida vetture di grossa cilindrata, SUV e modelli di grandi dimensioni.
Per adesso, nulla è deciso: resta da capire quale soluzione sarà effettivamente approvata e con quali risorse.




