Il 4 ottobre 2026, giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, sarà per la prima volta una festività nazionale con effetti anche sul lavoro e sulla retribuzione. La ricorrenza è stata introdotta dalla legge n. 151 dell’8 ottobre 2025, entrata in vigore il 1° gennaio 2026.
La novità interessa milioni di dipendenti, ma quest’anno presenta una particolarità: il 4 ottobre cade di domenica. Per molti lavoratori non ci sarà quindi un giorno libero aggiuntivo. Potrà però scattare un pagamento ulteriore in busta paga, mentre chi sarà chiamato a lavorare potrà ricevere, in sostanza, la giornata pagata due volte, oltre alla maggiorazione prevista dal proprio contratto collettivo.
Festività di domenica: cosa spetta
Nel settore privato, quando una festività nazionale coincide con la domenica, ai lavoratori mensilizzati viene generalmente riconosciuta una quota supplementare. Alla normale retribuzione mensile si aggiunge, di regola, un ventiseiesimo dello stipendio, salvo un diverso divisore stabilito dal CCNL.
Con una retribuzione lorda mensile di 1.950 euro, per esempio, la festività non goduta può valere 75 euro lordi in più.
Per i dipendenti pagati a ore, invece, viene corrisposto il trattamento economico relativo alla festività anche senza prestazione lavorativa. Il calcolo ordinario considera un sesto dell’orario settimanale. Con 40 ore contrattuali e una paga di 12 euro lordi l’ora, l’importo aggiuntivo può arrivare a circa 80 euro lordi.
Non si tratta quindi di un bonus fisso: la somma cambia in base allo stipendio, all’orario e alle disposizioni del contratto applicato.
Chi lavora il 4 ottobre viene pagato doppio?
Chi presta servizio il 4 ottobre riceve il normale trattamento economico della festività e, in aggiunta, il compenso per le ore effettivamente lavorate. Su queste ore si applica anche la maggiorazione per lavoro festivo prevista dal CCNL.
È per questo che si parla di giornata “pagata doppia”. L’importo complessivo, tuttavia, non corrisponde necessariamente al doppio esatto della paga ordinaria: dipende dalla percentuale contrattuale.
Nel CCNL dei pubblici esercizi, ad esempio, le ore lavorate durante una festività sono retribuite con una maggiorazione del 20%. Con una paga di 10 euro lordi l’ora, otto ore valgono 96 euro, oltre al trattamento della festività.
Per colf, badanti e babysitter, invece, il contratto del lavoro domestico stabilisce una maggiorazione del 60%. Le percentuali domenicali e festive, inoltre, non sempre si sommano: in alcuni settori viene applicata soltanto quella più favorevole. Per conoscere l’importo esatto sarà quindi indispensabile controllare il proprio CCNL.
4 Ottobre detassato
Nel 2026, la maggiorazione riconosciuta per il lavoro festivo può beneficiare dell’imposta sostitutiva del 15%. L’agevolazione spetta ai dipendenti privati con reddito 2025 fino a 40.000 euro, entro 1.500 euro annui. La paga ordinaria e la festività non goduta restano soggette alla tassazione normale e ai contributi previdenziali dovuti normalmente.




