Il rientro a scuola si avvicina e, per molte famiglie, settembre porta con sé una delle spese più pesanti dell’anno. Tra libri di testo, dizionari e materiale scolastico, il conto può diventare particolarmente salato quando i figli frequentano la scuola secondaria di primo o secondo grado.
Non tutti sanno, però, che una parte di questa spesa può essere recuperata attraverso gli enti bilaterali. In alcuni casi il contributo arriva a diverse centinaia di euro e può essere legato anche al valore dell’ISEE.
Non si tratta di un bonus nazionale uguale per tutti: gli importi, i requisiti e le scadenze cambiano in base al settore, al contratto applicato e all’ente bilaterale al quale aderisce l’azienda.
Le prestazioni previste dalla bilateralità possono rappresentare un aiuto concreto per le famiglie che devono affrontare le spese scolastiche. Tra le misure individuate per il 2026 e per l’anno scolastico 2026/2027 ci sono contributi che arrivano fino a 400 euro. In altri casi il rimborso è più contenuto, ma comunque significativo: 200, 250 o 300 euro.
La cifra, quindi, non è uguale per tutti. Prima di presentare la domanda è necessario verificare quale ente bilaterale si riferisce al proprio rapporto di lavoro e quali prestazioni sono state finanziate per il 2026.
Un aspetto importante è che alcuni contributi riguardano specificamente i libri scolastici, mentre altri possono comprendere anche testi universitari o materiale didattico. Anche la classe frequentata dal figlio può fare la differenza. Vediamo alcuni esempi.
Un primo esempio riguarda EBILP, l’Ente Bilaterale del Terziario del Lazio.
Per l’anno scolastico 2026/2027 è previsto un contributo di 250 euro per l’acquisto dei libri di testo, vocabolari e dizionari destinati ai figli dei lavoratori, per la scuola secondaria di primo e secondo grado (quindi medie e superiori). È quindi fondamentale conservare ricevute, fatture e documentazione relativa agli acquisti.
Tra i requisiti indicati c’è l’ISEE non superiore a 30.000 euro. Sono inoltre previste condizioni relative all’adesione dell’azienda all’ente bilaterale e alla regolarità dei versamenti.
La finestra per presentare la domanda è particolarmente importante per chi sta sostenendo proprio in queste settimane le spese per il nuovo anno scolastico: per la prestazione relativa ai libri 2026/2027 la richiesta può essere presentata dal 1° settembre al 31 dicembre 2026, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Ci sono poi altre prestazioni che prevedono importi differenti.
In Toscana, l’EBTT (Ente Bilaterale del Turismo Toscano) e l’EBITTOSC (Ente Bilaterale del Terziario Toscano) prevedono per il 2026 un contributo per le spese relative ai testi scolastici. La prestazione può arrivare fino a 400 euro e riguarda anche i figli che frequentano la scuola secondaria di primo e secondo grado o l’università. Serve avere un ISEE in corso di validità e conservare la documentazione della spesa.
La domanda per le spese sostenute nel 2026 deve essere presentata entro il 15 gennaio 2027.
Sempre in Toscana, chi lavora nei settori commercio e turismo può beneficiare da parte dell’EBCT di un rimborso del 50% della spesa per libri scolastici e universitari, con un massimo di 250 euro per lavoratore o figlio in base all’ISEE. Le domande andranno presentate entro il 28 febbraio 2027.
Sempre per il 2026 è previsto un intervento dell’Ente Bilaterale Occhialeria. In questo caso il contributo arriva a 300 euro una tantum per i libri del primo anno della scuola superiore.
Il contributo spetterà ad un solo genitore per ogni figlio/a iscritto/a al primo anno delle scuole superiori, a partire dall’anno scolastico 2026/2027. È destinato alle famiglie con un reddito secondo l’indicatore ISEE ordinario non superiore a 30.000 euro.
Il primo passo, quindi, è molto semplice: chiedere al proprio datore di lavoro o all’ufficio paghe a quale ente bilaterale è iscritta l’azienda e quali prestazioni sono disponibili per il 2026. La bilateralità può offrire infatti non soltanto contributi per i libri scolastici, ma anche altre forme di sostegno alla famiglia e al lavoratore.
Chi non rientra in una prestazione degli enti bilaterali non deve però rinunciare a verificare gli altri aiuti disponibili. In alternativa, è possibile controllare i contributi per l’acquisto dei libri scolastici previsti dal proprio Comune o dalla propria Regione, che possono avere requisiti e modalità di domanda differenti.
Con il nuovo anno scolastico ormai alle porte, verificare per tempo tutte le possibilità di rimborso può quindi permettere alle famiglie di recuperare una parte di una spesa che, soprattutto per medie e superiori, può diventare tutt’altro che trascurabile.