La ricostruzione di carriera permette al personale scolastico di far valere i servizi svolti prima dell’immissione in ruolo. Per i docenti, la domanda si presenta dopo il superamento dell’anno di prova: il riconoscimento dell’anzianità può anticipare il passaggio alla fascia stipendiale successiva e dare diritto a differenze retributive.
La richiesta va inoltrata al dirigente scolastico dal 1° settembre al 31 dicembre di ciascun anno, di norma tramite Istanze Online. Se si salta la scadenza, occorre attendere l’anno successivo. La scuola emette poi il decreto di ricostruzione, soggetto al controllo della Ragioneria territoriale dello Stato. Presentare la domanda non significa, quindi, vedere subito l’aumento in busta paga.
Quali supplenze vengono riconosciute
Per i docenti immessi in ruolo dall’anno scolastico 2023/2024, il servizio preruolo utile viene valutato per la sua durata effettiva, in anni, mesi e giorni. Anche le supplenze brevi possono dunque concorrere al conteggio, nei limiti dei servizi riconoscibili dalla normativa. Il nuovo criterio non attribuisce automaticamente un anno intero a chi ha lavorato soltanto una parte dell’anno scolastico.
Per chi è entrato in ruolo prima del 2023/2024 resta invece il precedente sistema: un anno di insegnamento può essere considerato valido se sono stati prestati almeno 180 giorni, oppure se il servizio è stato continuativo dal 1° febbraio fino agli scrutini finali, secondo le condizioni previste dalla legge. Nella ricostruzione ordinaria i primi quattro anni di preruolo sono riconosciuti per intero; per la parte eccedente, due terzi rilevano subito ai fini giuridici ed economici.
Riallineamento e pratiche in ritardo
Nel vecchio regime, il terzo residuo del servizio eccedente i quattro anni può essere recuperato attraverso il riallineamento della carriera. La soglia è di 16 anni di anzianità per i docenti laureati della secondaria di secondo grado e di 18 anni per le altre categorie di docenti indicate dalla normativa. Chi aveva al massimo quattro anni di preruolo non ha, per questo motivo, una quota da recuperare.
Se la pratica resta ferma, è opportuno chiedere per iscritto alla scuola lo stato del procedimento e conservare copia della domanda e delle comunicazioni. Va inoltre distinta la ricostruzione dalla dichiarazione dei servizi, che si presenta all’assunzione e comprende anche attività utili per la posizione previdenziale. Sono adempimenti diversi, con finalità e tempi diversi.




